Un messaggio postumo di Charlie Kirk, l’attivista ultra conservatore ucciso in un attentato, è stato diffuso in diverse chiese americane. Il messaggio, in cui Kirk afferma di stare bene e che la morte è “una promozione” non proviene però dall’aldilà, ma da un’intelligenza artificiale. Generato da un utente TikTok, il clip audio di 51 secondi si è diffuso rapidamente sui social media, raggiungendo milioni di ascolti e suscitando reazioni emotive.
@nioscriptI asked A. I. What Charlie Kirki would say about what happened today….. And i think it nailed it beautifuly. The Pics are just horible, but the auido is spot on.♬ original sound – NioScript
Come detto, l’audio è stato poi riprodotto in almeno tre chiese, tra cui la Prestonwood Baptist in Texas, dove il pastore Jack Graham lo ha presentato come un messaggio toccante generato dall’IA. Anche la Dream City Church in Arizona e l’Awaken Church in California hanno diffuso il clip, ricevendo applausi e standing ovation dalle congregazioni.
Molti utenti sui social media hanno reagito al messaggio come se fosse autentico, affermando che riflette esattamente ciò che Kirk avrebbe detto. Questo fenomeno si inserisce nel contesto dei “continuing bonds“, ovvero il desiderio di mantenere un legame con i defunti, amplificato dalle nuove tecnologie. Foto, video e ora l’IA offrono nuove modalità per ricordare e “preservare” i propri cari.
Tuttavia, a differenza dei ricordi, per quanto fallibili, il messaggio di Kirk è una fabbricazione. L’IA, pur avendo accesso a parole, voce e immagini di Kirk disponibili online, non fa altro che riempire un vuoto per chi è in lutto. L’industria dei “griefbot“, chatbot addestrati a imitare i defunti per aiutare nell’elaborazione del lutto, è in crescita. Studi recenti, come quello pubblicato su Nature, indagano sull’efficacia di questi strumenti, evidenziando potenziali benefici ma anche rischi, come la difficoltà di distaccarsi dalla versione virtuale del defunto.
Un altro studio del MIT Media Lab ha dimostrato che l’esposizione a immagini modificate dall’IA può influenzare la memoria, creando falsi ricordi a cui le persone attribuiscono un alto grado di fiducia. Nel caso di Kirk, la maggior parte di coloro che lo commemorano attraverso l’IA non lo conoscevano personalmente, ma avevano un rapporto parasociale con lui, che l’IA permette di perpetuare. Non solo, in questo caso si dovrebbe anche analizzare il fenomeno anche da un punto di vista politico, perché questo genere di operazioni potrebbe essere messo al servizio di una certa propaganda. Diffondendo idee e concetti che potrebbero essere presi per veri da utenti “creduloni”.
Mentre la discussione sulla sua figura e il suo lascito prosegue anche grazie alla moglie Erika, forse la soluzione migliore, per chi è in lutto, è lasciare riposare in pace anche la sua voce artificiale ed elaborare la mancanza in altro modo.
