In queste ore concitate, con l’arresto di Tyler Robinson, vero attentatore del giovane attivista MAGA, Charlie Kirk, avvenuto il 10 settembre nello Utah, la notizia (finta) circolata nelle scorse sui social è ancora più folle. Secondo una grossa bufala circolata online aveva identificato in Gustavo Lafessa, personaggio totalmente inventato e dal nome chiaramente malizioso il nome del killer del fondatore di Turning Point USA.
L’origine di questa fake news? La comunità web “Twitter Calcio”, nota per la creazione di meme provocatori e storie di fantasia. Come già accaduto in passato con il falso attentato a Donald Trump (quando il giornalista Marco Violets, ovvero Marco Violi, venne erroneamente indicato come il colpevole), questi “scherzi” diventano spesso trappole per influencer, giornalisti e motori di ricerca.

Nel caso di Kirk, la falsa notizia su Gustavo Lafessa è stata arricchita con dettagli fittizi, come la sua presunta appartenenza al partito democratico e l’attivismo di estrema sinistra.
“Secondo quanto riportato da Cnn, Nyt, Ap e altri, Charlie Kirk è stato ucciso a colpi d’arma da fuoco alla Utah Valley University. Secondo le autorità- si legge in un post su ‘Grok’- una persona sospettata è in custodia, ma alcune prime notizie indicavano che il sospettato era a piede libero. Nessuna fonte attendibile conferma che Gustavo Lafessa sia l’attentatore, né la sua affiliazione politica, né i video minacciosi. L’affermazione non sembra verificata“.
L’informazione è persino finita sulla pagina Wikipedia in lingua indonesiana, prima di essere rimossa. Incredibilmente, anche Grok, il sistema di intelligenza artificiale di Elon Musk su X, è caduto nella trappola, correggendosi solo successivamente.
Sia Gustavo Lafessa che Marco Violi, nel falso attentato a Trump, sono stati associati alla squadra di calcio della Roma, indossando la sua maglia nelle foto diffuse online.



