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Home » Spettacolo » 30 frasi e dialoghi di Pretty Woman da rileggere per innamorarsi

30 frasi e dialoghi di Pretty Woman da rileggere per innamorarsi

C'è chi riguarderà Pretty Woman in TV e chi mente. Per ogni evenienza abbiamo raccolto 30 frasi e dialoghi memorabili del film (per ripasso)
Francesca FiorentinoDi Francesca Fiorentino28 Maggio 2024
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Pretty Woman
Una scena di Pretty Woman (fonte: Warner Bros.)

Pretty Woman è forse la commedia sentimentale più amata degli ultimi trent’anni. Merito dei due protagonisti, Richard Gere e Julia Roberts. E di una storia, mutuata da Cenerentola (quella gran c*lo), che sebbene un po’ diversa dalle intenzioni originali dell’autore, sprizza romanticismo da tutti i pori. In fondo, siamo a Hollywood, la terra dei sogni (e del cinema). Quindi è credibile che una prostituta faccia innamorare un ricco manager dal cuore di ghiaccio. Da un rapporto squisitamente “professionale” dunque, Vivian ed Edward passeranno a una relazione d’amore, nata contro ogni pronostico. E con l’aiuto di un paio di fate turchine. Abbiamo raccolto per voi 30 delle frasi e dei dialoghi più belli del film diretto da Garry Marshall. Da leggere o declamare per attirare un po’ d’amore.

Vivian e lo shopping

“Lei lavora a percentuale? Bello sbaglio, bello. Enorme! Ho altro shopping da fare”.

“Non sono mai gentili con la gente, sono gentili con le carte di credito”.

“Avete qualcosa in questo negozio che sia bello come lei?”.

“Mi scusi signore, esattamente per sfacciata somma di denaro, che intendeva…disinvolta o diciamo spudorata?”
“Spudorata diciamo”.
“Quanto mi piace quest’uomo”.

“Sono sicura che troveremo qualcosa che piacerà molto a suo zio. Lei è una 42 vero?”
“Sì. E come lo sa?”
“Beh, è il mio lavoro”.
“Bridget, non è mica mio zio”.
“Oh, non lo sono mai cara!”

Edward e Vivian

“Impressionata? Ma scherzi? Io vengo sempre qui: tu non lo sai, ma questa camera l’affittano anche a ore…”

“Sai, potresti pagarmi… Forse è un modo per rompere il ghiaccio…”

“Sei in ritardo”
“Sei bellissima”
“Non sei in ritardo”

“Tu e io siamo talmente simili, Vivian. Fottiamo il prossimo per il denaro”.

“Io non ti ho mai trattato come una prostituta”.
“L’hai fatto ora”.

“Il tuo nome?”
“Quale ti piacerebbe?”

“È molto più facile credere alle cattiverie, ci hai mai fatto caso?”

“Posso chiamarti Eddie?”
“No, se vuoi che ti risponda”.
“Avrei accettato per duemila”.
“Sarei arrivato a quattro. Allora a stasera”.

“Ecco vedi, ora è perfetta”
“Non male. Proprio niente male. Dov’è che hai imparato?”
“Be’, mi sono scopata la squadra olimpionica!”

“Poche persone mi stupiscono”.
“Sei fortunato: la maggior parte mi sciocca a morte”.

“Come va?”
“Bene”
“E come stai?”
“Bene”
“È da quando siano partiti che mi dici solo bene. Non potresti cambiare parola?”
“Stronzo”
“Andava meglio bene”.

“Mi si sono aggrovigliate le budella”

“La reazione della gente che vede l’opera per la prima volta è molto drammatica… o l’amano o la detestano. E se l’amano, l’amano per sempre, altrimenti impareranno ad apprezzarla ma non la sentiranno mai veramente”

“Voglio una professionista. Non voglio problemi sentimentali questa settimana.”

“Senti, mi piace tutta questa scena di seduzione che fai, però te lo comunico: io sono a botta sicura, ok? Perciò, la tariffa è oraria, potremo accelerare?”

“Stronze lumachine!”

“Gioia, sarò tanto carina con te che non mi vorrai lasciare andare mai più”

“Non stiamo insieme. Lo uso solo per il sesso”.

“Deve essere difficile lasciare andare qualcosa di così bello”

Vivian e Kit

“Tu fammi un solo esempio di una che conosciamo alla quale è andata bene”.
“Vuoi un esempio? Vuoi che ti faccia un nome? Vuoi che ti dica un nome insomma, uno qualunque”.
“Sì, uno. Me ne basta uno”.
“Dio, che ossessione sono i nomi…quel gran c**o di Cenerentola!”

“È un pervertito?”
“No Kit”
“È brutto?”
“No! È belloccio”.
“E allora che ha di storto?”
“Niente”
“I soldi te li ha già dati?”
“Alla fine della settimana”.
“Ecco cos’ha di storto”.

La favola

“Che cosa vuoi Vivian?”
“Voglio la favola”

“Sai quando ero bambina la mamma mi rinchiudeva in soffitta ogni volta che ero cattiva, e succedeva spesso. E io fingevo di essere una principessa imprigionata in una torre da una regina cattiva. Poi all’improvviso un cavaliere su un cavallo bianco col pennacchio al vento, arrivava al galoppo e sguainava la spada. E io sventolavo il fazzoletto, lui si arrampicava sulla torre e mi salvava. Ma mai, in tutte le volte che facevo quel sogno, il cavaliere mi diceva: ‘Vieni bambina, che ti sistemo in un bell’appartamento!‘”

“E che succede dopo che lui ha scalato la torre e salvato lei?”
“Che lei salva lui!”

“Benvenuti a Hollywood! Qual è il vostro sogno? Tutti vengono qui, questa è Hollywood, la città dei sogni! Alcuni si avverano, altri no ma continuate a sognare! Questa è Hollywood! Si deve sognare perciò continuate a sognare!”

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