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Home » Spettacolo » Chi era Louise Brooks, la vamp degli anni ’20, che ispirò la Valentina di Crepax

Chi era Louise Brooks, la vamp degli anni ’20, che ispirò la Valentina di Crepax

Donna bellissima, diva del muto, Louise Brooks con il suo stile unico ispirò il personaggio di Valentina, ideato da Guido Crepax.
Tiziana MorgantiDi Tiziana Morganti8 Agosto 2024
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Louise Brooks
Louise Brooks (fonte: The New Yorker)

Molti conoscono la Valentina di Crepax e il suo iconico taglio di capelli. In pochi, però, sanno che la sua musa ispiratrice è stata Louise Brooks, una vamp degli anno venti. Un legame, quello tra i due, artistico e personale, anche se non si sono mai conosciuti di persona. Nel corso degli anni, però, si sono scambiati un fitto scambio epistolare all’interno del quale la stessa Louise ha ringraziato Crepax per aver afferrato la sua essenza, attraverso la scelta iconografica di quel caschetto cortissimo che ha caratterizzato tutta la carriera cinematografica, terminata nel 1938.

Chi è Louise Brooks

Louise Brooks, diva degli anni venti
Louise Brooks, diva degli anni venti con il suo caschetto – Fonte: WGBH

Louise Brooks, dunque, deve la sua fama agli albori dell’industria cinematografica. Il suo debutto sul grande schermo, infatti, risale al 1925 nel film The Street of Forgotten Men, in un ruolo assolutamente marginale. Il successo, però, è dietro l’angolo e, ben presto, si guadagna la scena in diverse commedie romantiche. La fama, soprattutto in Europa, comunque, si deve al ruolo da “vamp” nel film Capitan Barbablù, diretto da Howard Hawks.

Da quel momento la sua immagine e, soprattutto, il look caratterizzato dall’indimenticabile caschetto, inizia a fare moda. Tutte le ragazze del tempo, infatti, cercano di emularla, lanciando un vero e proprio stile. Nonostante il successo ottenuto ad Hollywood, però, Louise si stanca presto dell’America e decide di tornare in Europa  per lavorare con il regista austriaco Georg Wilhelm Pabst. Nemmeno gli inviti della Paramount riescono a farle cambiare idea e, proprio per questo, viene messa sulla lista degli indesiderabili della casa di produzione.

Da quel momento le sue sorti sono state sempre piuttosto avverse. Dopo un periodo di assenza, infatti, torna in America ma non riesce a bissare i successi iniziali. Per questo motivo nel 1932 finisce in bancarotta, arrivando a ballare in un night club per guadagnarsi da vivere. Nonostante il tentativo di tornare sul grande scherno con alcune pellicole, decide di ritirarsi a vita privata, lavorando brevemente come attrice radiofonica e scrittrice di gossip, per poi passare a un impiego come commessa in un negozio sulla Fifth Avenue a New York City.

La riscoperta

Valentina di Crepax
Valentina di Crepax, il cui taglio è ispirato a Louise Brooks

Come ha fatto, dunque, questo personaggio così lontano nel tempo a suggestionare la fantasia di un autore contemporaneo come Crepax? Molto si deve ad una riscoperta successiva che ha coinvolto il personaggio della Books negli anni cinquanta. Tutto si deve alla critica francese che, iniziando a riscoprire i suoi film, la considero addirittura un’interprete in grado di superare Marlene Dietrich e Greta Garbo. Grazie a James Card, poi, curatore cinematografico della George Eastman House, la Brooks esce dall’eremo in cui si era rinchiusa a New York per diventare una stimata critica cinematografica.

 

 

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