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Home » Spettacolo » Da cosa dipendono i tic di Vincent Lindon? La verità raccontata dall’attore

Da cosa dipendono i tic di Vincent Lindon? La verità raccontata dall’attore

Vincent Lindon ha spesso parlato dei suoi tic durante gli incontri stampa. Ecco da cosa dipenderebbero e come riesce a farli scomparire.
Francesca FiorentinoDi Francesca Fiorentino8 Settembre 2024
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Vincent Lindon Coppa Volpi
Vincent Lindon con la Coppa Volpi a Venezia 2024 (fonte: Biennale)

Nel discorso di accettazione della Coppa Volpi alla migliore interpretazione maschile per Jouer avec le feu a Venezia 204, Vincent Lindon ha ringraziato a lungo giuria e pubblico. Parlando apertamente dei suoi tic, dei piccoli scatti col viso, acuiti dall’emozione del momento. Lo accompagnano da quando era bambino e, come raccontato da persone a lui vicine, dipendono da un trauma infantile: la separazione dei suoi genitori.

Lindon negli ultimi anni si è imposto per i suoi ruoli drammatici e ha vinto a Cannes e il César per La legge del mercato nel 2015. Nell’ambito del programma di France 2, Un jour un destin, un amico intervistato ha detto: “Sono tic emotivi. Da quello che ho capito, i tic sono arrivati ​​quando i suoi genitori si sono separati. Ha sofferto molto per questo, perché aveva l’impressione di non far più parte di nessuna delle due famiglie“.

Vincent Lindon a Venezia 2024
Vincent Lindon a Venezia 2024 (fonte: Ansa)

Eppure, sul set, la situazione cambia completamente. Nello show di Thierry Ardisson, Lunettes noirs pour nuits blanches, nel 1990 in occasione dell’uscita del suo film Ci sono dei giorni… e delle lune di Claude Lelouche, spiegò: “Quando giro, dal momento in cui diciamo motore, non ne ho uno“. Aggiungendo poi, anni dopo in un’intervista a Konbini: “Non ho più i tic, quando interpreto un personaggio, quando dimentico di essere Vincent“.

Toccante in tal senso la risposta che diede alla giornalista Régine Magné nel 1987,durante la presentazione a Cannes del film di Diane Kurys, Un uomo innamorato. Ecco lo scambio riportato dal sito francese Pure People:

“Ho l’impressione che solo una cinepresa possa tranquillizzarti, hai bisogno di recitare per essere pienamente felice?”
“Ti riferisci al mio nervosismo? È vero che quando sento la parola ‘motore’ dimentico tutte le mie ansie, i miei tic, il mio nervosismo. Allora se qualcuno potesse dirmi motore un po’ di più spesso…“.

Nel film diretto dalle sorelle Delphine e Muriel Coulin, Lindon è Pierre, un operaio vedovo che vive nella periferia di Metz con i figli, Felix e Luis. Il più giovane diventa uno studente alla Sorbona, mentre il primogenito frequenta dei gruppi neofascisti.

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