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Home » Attualità » Perché la ragazza di Parma che ha ucciso il figlio neonato è indagata per omicidio e non infanticidio?

Perché la ragazza di Parma che ha ucciso il figlio neonato è indagata per omicidio e non infanticidio?

La legge italiana differenzia infanticidio e omicidio e la differenza ha un valore importante in termini di pena.
Francesca FiorentinoDi Francesca Fiorentino17 Settembre 2024
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chiara petrolini
Chiara Petrolini in uno scatto della sua vacanza a New York (fonte: Open)

Chiara Petrolini, l’universitaria di Parma che ad agosto ha partorito e ucciso un neonato, seppellendolo poi nel giardino della sua casa di Traversetolo, è indagata dalla procura per omicidio premeditato e occultamento di cadavere. Non si prospetta dunque reato di infanticidio, ma di omicidio volontario. Perché?

La legge italiana diversifica l’infanticidio dall’omicidio. Nel primo caso, come prevede l’art. 578 del Codice penale, il reato di infanticidio si attua “in condizioni di abbandono materiale e morale“. Può commetterlo soltanto “la madre che cagiona la morte del proprio neonato“. Ciò deve avvenire immediatamente dopo il parto o durante il parto, ma deve essere, appunto, “determinato da condizioni di abbandono materiale e morale“. Per l’infanticidio si prevede un pena molto inferiore a quella stabilita per l’omicidio doloso comune (da 4 a 12 anni). Una scelta che tende a proteggere la donna in un momento particolarmente difficile.

Al contrario, ogni ipotesi di uccisione di un bambino, o di un neonato, che non è compiuta dalla madre che versa in condizioni di abbandono (e subito dopo il parto) rientra nell’omicidio comune.

una statua che rappresenta la giustizia
Una statua che rappresenta la giustizia (fonte: Unsplash)

Secondo i magistrati Petrolini non si trovava in situazione di indigenza, solitudine o abbandono, ma avrebbe volontariamente indotto il parto, il 7 agosto, alla 40.ma settimana, per poi privarsi del corpo del piccolo, seppellirlo e partire per l’America con i suoi genitori. Al vaglio degli inquirenti c’è anche il ritrovamento delle spoglie di un altro neonato, sempre a casa Petrolini, venuto alla luce circa un anno fa. Rinvenimento a cui si è arrivati tramite indagine specifica, dopo un attento controllo sui cellulari della ragazza e sull’attività sul web.

Petrolini, infatti, aveva cercato su Internet come abortire il secondo figlio. I magistrati devono capire se esista un collegamento tra i due delitti, quindi valutare l’eventuale doppia gravidanza e di conseguenza i due omicidi. La gestazione è avvenuta in solitudine, senza l’aiuto di alcuna figura professionale e fuori da contesti ospedalieri.

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