L’era della body positivity sta finendo? A dare un’occhiata ai red carpet e ai trend skinny sui social parrebbe proprio di sì. Dopo un brevissimo periodo in cui nelle sfilate che contano si avvistavano anche modelle definite plus size o curvy, che il più delle volte sfoggiavano comunque un corpo rientrante in canoni standard e non certo extra large, oggi il riferimento è tornato a quello dei primi anni Duemila: l’extra slim. Una magrezza tossica che oggi si ottiene nella maggior parte dei casi assumendo farmaci a base dell’ormone GLP-1, nati per curare il diabete ma che grazie all’effetto dimagrante vengono utilizzati da molte star come mezzo per dimagrire più in fretta.
Secondo Ashley Graham, proprio il dilagare di Ozempic e farmaci similari a base di semaglutide, si sta polverizzando l’ultimo barlume di body positivity.
La top model e attivista è il simbolo delle donne curvy ha raccontato in una recente intervista a Marie Claire Usa, che questa tendenza è un vero schiaffo in faccia alla body positivity. Naturalmente non punta il dito contro le persone che utilizzano questi farmaci sotto stretto controllo medico per curare l’obesità, ma contro chi propone modelli di corpo irreali e pericolosi
“C’è stato un momento in cui il pendolo ha oscillato verso l’accettazione del corpo, la positività, il diritto di ognuno di essere chi vuole. Ora sta andando nella direzione completamente opposta, e questo mi sembra un notevole passo indietro. I farmaci con semaglutide sono un esempio di questi tempi ma non elimineranno un’intera categoria di donne, quello delle curvy”
Si tratta di donne che non si sentono rappresentate da determinati corpi e che con il loro disappunto hanno contribuito a cambiare, in parte, la società.
“Nel corso della mia carriera ho visto più progressi per le donne curvy di quanti alcuni riconoscano all’intero settore. Perché quindi dovrei fermarmi ora e perché dovrei arrabbiarmi per il lavoro che ho fatto? Mi concentro sulle donne con cui abbiamo costruito questa comunità, fatta anche di tantissime influencer e content creator, tutte diverse per quanto riguarda taglie, proporzioni, aspetto e capacità di essere facilmente identificabili“.
Per Ashley Graham questa è la parte più bella del suo lavoro: vedere queste ragazze, cresciute sui social media fin da giovanissime, che ora hanno una piattaforma per dire alla generazione più giovane di essere se stesse, di essere chi vogliono essere, senza preoccuparsi di imperfezioni come la cellulite.
“È incredibilmente importante continuare a lottare affinché le donne di tutte le forme, taglie e provenienze abbiano abiti che calzino bene, e che coloro che non hanno fiducia in se stesse la acquisiscano“, ha concluso.
