Anche la cosiddetta “età d’oro di Hollywood”, considerata generalmente tra gli anni ’20 e gli anni ’60 del XX secolo, conobbe i suoi lati oscuri: è il caso ad esempio dell’omicidio di Johnny Stompanato, guardia del corpo del famoso gangster Mickey Cohen e fidanzato dell’ancor più famosa attrice americana Lana Turner. L’opinione pubblica ha seguito con un’attenzione a dir poco morbosa l’evolversi delle indagini, e anche dopo la chiusura del caso ha continuato a interrogarsi sulle reali responsabilità del crimine compiuto. Vediamo cos’è successo esattamente.
È il 1957 quando l’attrice Lana Turner intraprende una relazione con Johnny Stompanato, giovane criminale al soldo del potente boss Mickey Cohen, dalla reputazione di donnaiolo, già ex compagno di Ava Gardner. La loro è una relazione assai burrascosa fin dall’inizio, complici gli scatti d’ira e le scenate di gelosia dell’uomo: durante le riprese del film Estasi d’amore con la Turner e Sean Connery, egli fa irruzione sul set e minaccia l’attore con una pistola, ma riesce solo a farsi cacciare via in malo modo dallo stesso Connery. La Turner, intimorita da questo comportamento nonché dal passato da criminale del suo compagno, è tentata di rompere con lui ma viene sempre persuasa a riprenderlo con sé; i due si lasciano andare a ripetuti e furibondi litigi anche in pubblico, ripresi prontamente dai tabloid.

La sera del 4 aprile 1958 inizia una nuova lite nella villa di Beverly Hills in cui i due abitano: Stompanato minaccia di fare del male alla Turner, come probabilmente ha già fatto anche in passato: la differenza è che, in questa occasione, ad assistere all’accesa discussione è anche la figlia quattordicenne di lei, Cheryl Crane. Spinta dall’istinto di proteggere la madre da un attacco imminente dell’uomo, la ragazza brandisce un coltello da cucina con cui colpisce Stompanato: è sufficiente un solo colpo per uccidere l’uomo, che si accascia a terra esanime subito dopo aver pronunciato le parole “Mio Dio, Cheryl, cos’hai fatto?”.
L’accaduto scuote profondamente il mondo di Hollywood, che assiste da vicino alla spettacolarizzazione del caso e a una fin troppo minuziosa copertura mediatica delle inchieste da parte delle forze dell’ordine. Cheryl confessa sin da subito l’omicidio e viene esonerata in quanto minorenne e giustificata per l’atto compiuto in quanto intenzionata a proteggere la vita della madre. La famiglia di Stompanato, tuttavia, chiede 7 milioni di danni a Lana Turner; a pagare le spese legali dei parenti della vittima, come anche il suo funerale, fu Mickey Cohen.
La conclusione delle indagini e la chiusura del caso non impedirono però la diffusione di pettegolezzi e voci di corridoio riguardanti la scabrosa vicenda: alcuni ritengono sia stata Lana Turner a impugnare il fatidico coltello, per poi addossare la colpa alla figlia che, minorenne, non avrebbe comunque ricevuto una sentenza pesante; un altro pettegolezzo, ancora più fantasioso, chiama in causa un fantomatico coinvolgimento di Sean Connery, che non si prende nemmeno la briga di replicare alle velate accuse. Va da sé che nessuna di queste teorie ha mai trovato il minimo fondamento.



