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Home » Spettacolo » Quando Roberto Bolle incontrò Rudolf Nureyev (e lo folgorò con la sua bravura)

Quando Roberto Bolle incontrò Rudolf Nureyev (e lo folgorò con la sua bravura)

Nella Giornata Internazionale della Danza ricordiamo l'incontro di due grandi stelle del balletto: Rudolf Nureyev e Roberto Bolle.
Francesca FiorentinoDi Francesca Fiorentino29 Aprile 2025
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Roberto Bolle
Roberto Bolle (fonte: Teatro Regio Torino)

Si celebra oggi la Giornata Internazionale della Danza, evento che Rai 1 festeggerà in prima serata con un galà, ideato dalla leggenda del balletto, Roberto Bolle e condotto da Serena Rossi.

Bolle è di certo uno dei danzatori più amati e ammirati dalla sua generazione. E che fosse una sorta di predestinato un aneddoto legato alla sua adolescenza, quando, appena quindicenne, riuscì ad ammaliare nientemeno che il re: Rudolf Nureyev.

 

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Era il 1990 e Bolle frequentava la Scuola di Ballo della Scala di Milano. Nureyev si presentò in teatro per rimontare la sua versione dello Schiaccianoci. Subito notò Bolle che poi volle conoscere il giorno successivo. Il ragazzino fece vedere qualche passo, accogliendo ogni correzione del Maestro con grande abnegazione.

Bastò quel breve incontro per far scoccare la scintilla: “Mi voleva per interpretare Tadzio a Verona in Morte a Venezia, l’anno dopo. L’Accademia non mi diede il permesso e io pensai che fosse tutto finito, che mi ero giocato la mia chance. Però Nureyev aveva scelto me tra le decine di ragazzi che vedeva in tutto il mondo. Col senno di poi, sono grato alla Scala: se fossi andato a Verona forse mi sarei bruciato“.

Ancora Bolle ha concluso: “Lui mi ha dato una consapevolezza, una forza. Sapevo che questa della danza sarebbe stata la mia strada e di questo lo dovrò sempre ringraziare. Aveva un grandissimo carisma, una forza in scena. Riusciva ad essere assoluto. Anche nello stare fermo riusciva ad essere Nureyev con questa sua luce interiore, un vero mito ancora oggi“.

 

 

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