Donald Trump vuole volare su un aereo più moderno, e per farlo sarebbe disposto ad accettare un dono eccezionale: un jet da 400 milioni di dollari dalla famiglia reale del Qatar. Fin qui tutto bene. O almeno sembra. Perché ciò che potrebbe sembrare un semplice gesto di cortesia internazionale rischia di trasformarsi in un grave problema legale ed etico. Il nuovo Air Force One, in realtà, potrebbe violare la Costituzione, minare la sicurezza nazionale e alimentare accuse di corruzione e conflitto d’interessi. Per i suoi detrattori, Trump sta anteponendo ancora una volta l’interesse personale a quello pubblico.
Il Boeing 747-8 in questione è un aereo lussuoso, configurato come un palazzo nel cielo, che la famiglia reale del Qatar sarebbe pronta a regalare a Trump per essere usato come Air Force One durante il suo secondo mandato. Al termine della presidenza, l’aereo passerebbe non alla flotta militare americana, come avviene normalmente, ma alla Trump Presidential Library Foundation, diventando quindi di fatto proprietà privata. L’idea è che possa essere esposto in un museo, ma in molti sospettano che potrebbe sostituire il vecchio “Trump Force One”, il 757 personale del tycoon, ormai datato.
La Costituzione degli Stati Uniti (Articolo I, Sezione 9) vieta espressamente a un presidente di accettare regali da Stati stranieri senza l’autorizzazione del Congresso. Trump, però, non sembra intenzionato a seguire l’esempio di presidenti del passato, come Martin Van Buren, che nel 1800 rinunciò a leoni, cavalli e perle provenienti da sultani mediorientali proprio per rispetto delle regole costituzionali.

Trump ha commentato la questione rimarcando che se il Qatar donasse l’aereo al Dipartimento della Difesa, il problema legale sarebbe superato. Ma gli esperti non sono d’accordo. Accettare un simile dono resta altamente problematico sia dal punto di vista giuridico che etico.
Dal punto di vista della sicurezza, poi, ci sono dubbi ancora più gravi. Gli attuali Air Force One (VC-25) non sono semplici Boeing 747, ma aerei modificati con sistemi di comunicazione criptata, difese anti-missile e protocolli di sopravvivenza in caso di guerra nucleare. Il jet qatariota, seppur sontuoso, non è progettato per resistere a situazioni estreme. Secondo Garrett Graff, storico della presidenza, sarebbe “inconcepibile” usare un aereo già in mano a un governo straniero per trasportare il presidente, per i rischi di spionaggio, tracciamento e sabotaggio.
Anche dal punto di vista dell’immagine, l’idea stride fortemente con la linea “America First” promossa da Trump.
Intanto, la costruzione dei due nuovi Air Force One VC-25B da parte della Boeing, commissionata proprio durante il primo mandato Trump nel 2018, è in ritardo di anni e fuori budget di oltre 2 miliardi di dollari. I nuovi jet, inizialmente previsti per il 2024, non saranno pronti prima del 2027, forse anche 2029. È proprio per questo ritardo che Trump sembra così interessato al jet del Qatar, parcheggiato da mesi in Florida. Ma adattarlo agli standard di sicurezza richiesti sarebbe comunque lungo, costoso e forse impossibile.
Infine, c’è un altro elemento che alimenta il sospetto: gli affari internazionali della Trump Organization, oggi guidata dal figlio Eric Trump, sono sempre più concentrati in Medio Oriente. Si parla di nuovi grattacieli con il marchio Trump in Arabia Saudita, di un campo da golf in Qatar, e persino di un sistema di criptovaluta usato dagli Emirati per una transazione da 2 miliardi di dollari. In questo contesto, l’offerta di un jet da 400 milioni suona più come un investimento strategico che come un semplice omaggio.



