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Home » Spettacolo » John Williams ha davvero ‘rubato’ a Stravinsky per la colonna sonora di Lo Squalo? Quei due accordi sono epici

John Williams ha davvero ‘rubato’ a Stravinsky per la colonna sonora di Lo Squalo? Quei due accordi sono epici

No, John Williams non è un ladro, ma ha dato nuova vita a un suono angosciante, creando una colonna sonora memorabile.
Francesca FiorentinoDi Francesca Fiorentino20 Giugno 2025
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John Williams e Steven Spielberg
John Williams e Steven Spielberg (fonte: The Daily Jaws)

La colonna sonora di Lo squalo (Jaws, 1975), composta da John Williams, è un caposaldo della storia del cinema, con il suo celebre “dun-dun” che evoca terrore istantaneo. Ma da dove nasce questo tema? Alcuni critici suggeriscono che Williams si sia ispirato a Il rito della primavera di Igor Stravinsky (1913). A 50 anni dall’uscita del film, proviamo a capire se effettivamente c’è stata un’ispirazione.

Secondo alcune fonti, quando Williams presentò il tema di Lo squalo a Steven Spielberg, il regista rise, credendo fosse uno scherzo. Le due note (Mi-Fa o Fa-Fa diesis), suonate con un ostinato su tuba, sembravano troppo semplici. Eppure, quel ritmo minimalista, descritto come “primitivo” da Williams stesso (The Legacy of John Williams), divenne la chiave del successo, vincendo un Oscar nel 1976.

Ma l’idea di un’influenza di Stravinsky emerge da analisi tecniche. Il tema di Lo squalo richiama i ritmi asimmetrici e le dissonanze di Il rito della primavera, in particolare la sezione “Auguri di primavera”. Un’analisi approfondita su JayFloodMusic evidenzia somiglianze armoniche che creano una tensione statica che amplifica il senso di minaccia.

“Come molti compositori di film e TV, Williams sembra attingere al passaggio di archi martellanti nel policordo dissonante de Il rito della primavera del 1912, probabilmente la frase musicale più influente del cinema del XX secolo“.

Altri critici descrivono il tema come una “riscrittura cinica” del modernismo di Stravinsky, con fiati e percussioni che ricordano Petrushka. Tuttavia, accusare Williams di “furto” è riduttivo. Ogni grande autore cita i maestri del passato, rielaborando creativamente le ispirazioni e facendole sue. Stravinsky stesso disse: “I grandi artisti rubano“, ammettendo di aver “rubato” da Petruška” da Rimsky-Korsakov.

 

Williams non si limitò a Stravinsky. Secondo altre fonti, il tema attinge anche a La mer di Debussy per l’atmosfera marina e alla Sinfonia n. 9 di Dvořák per la struttura epica. Tuttavia, Il rito della primavera è il riferimento più evidente, con il suo caos ritmico che evoca una forza primordiale, perfetta per rappresentare lo squalo.

Una musica selvaggia, che mostra la forza devastante della natura. Il tema è stato paragonato al battito cardiaco o al respiro umano sotto stress  amplificando il suo impatto psicologico. Spielberg, inizialmente scettico, riconobbe il genio di Williams, che modellò il terrore con sole due note. E di sicuro Lo squalo non sarebbe stato lo stesso senza la colonna sonora di John Williams.

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