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Home » Sport » Mont Ventoux: la montagna che spezza le gambe, ruba il respiro e fa piangere i campioni (tranne Marco Pantani)

Mont Ventoux: la montagna che spezza le gambe, ruba il respiro e fa piangere i campioni (tranne Marco Pantani)

Il Mont Ventoux è una delle prove più pesanti e belle del Tour de France. Solo un italiano riuscì a vincere: Marco Pantani.
Francesca FiorentinoDi Francesca Fiorentino22 Luglio 2025
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Lance Armstrong e Marco Pantani sul Mont Ventoux
Lance Armstrong e Marco Pantani sul Mont Ventoux (fonte: Medium)

Il Tour de France 2025 ritorna sul leggendario Mont Ventoux con la tappa 16 in programma oggi (partenza da Montpellier e arrivo sulla cima della montagna). Dopo un’assenza di quattro anni, il “Gigante della Provenza” torna protagonista della Grande Boucle in quello che promette di essere uno dei momenti più spettacolari della competizione.

Il Mont Ventoux, Monte Ventoso, alto 1.912 metri, presenta tre diverse salite che lo hanno reso teatro di tappe memorabili in numerose competizioni ciclistiche.  La sua ascensione rappresenta una delle sfide più temibili del ciclismo professionistico per diverse ragioni tecniche specifiche. La salita presenta una pendenza media del 7,7% che può raggiungere punte del 20%, distribuita su oltre 15 chilometri di strada. Le difficoltà non si limitano alla pendenza. Il calore intenso che l’asfalto sprigiona nel mese di luglio, amplificato dall’assenza quasi totale di vegetazione nell’ultimo tratto, crea condizioni estreme. A questo si aggiungono il forte vento contrario che spesso flagella la cima e la diminuita pressione dell’aria dovuta all’altitudine raggiunta molto rapidamente.

I ciclisti del Tour scalarono il Ventoux per la prima volta nel 1951 lungo la tappa Montpellier-Avignone. Da allora, questa montagna ha scritto pagine indimenticabili della storia del ciclismo, spesso accompagnate da drammi che ne sottolineano la severità. Nel 1967, il britannico Tommy Simpson perse la vita sulla salita, a circa 2 chilometri dalla vetta lungo il versante di Bédoin, per un arresto cardio-circolatorio causato dall’estrema fatica, dalla disidratazione e dalle sostanze dopanti assunte. Una lapide a bordo strada ne conserva il ricordo. Anche campioni del calibro di Eddy Merckx hanno subìto malori durante le loro vittorie, mentre Nairo Quintana perse i sensi per alcuni secondi dopo aver tagliato il traguardo nel 2013.

Tra i protagonisti che si sono distinti su questa salita leggendaria figurano nomi illustri come Charly Gaul (1958), Raymond Poulidor (1965), Eddy Merckx (1970), Bernard Thévenet (1972), Eros Poli (1994) con una memorabile fuga solitaria di 171 chilometri, Richard Virenque (2002) e Chris Froome (2013).

Il 13 luglio del 2000 Marco Pantani conquistò l’unica vittoria italiana della storia sul Mont Ventoux, in quello che rimane uno dei momenti più emozionanti del ciclismo tricolore. Il “Pirata” detiene ancora oggi il record d’ascesa del Mont Ventoux con il tempo di 46:00, testimonianza delle sue straordinarie capacità in salita. Quella vittoria arrivò in un duello epico con Lance Armstrong, allora in maglia gialla, dopo una rimonta insperata che lasciò il segno nella storia del Tour.

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