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Home » Sport » Addio Hulk Hogan, l’uomo che lottò con Rocky e si strappò la maglietta per Trump

Addio Hulk Hogan, l’uomo che lottò con Rocky e si strappò la maglietta per Trump

Hulk Hogan è morto a 71 anni per arresto cardiaco. La leggenda del wrestling americano ha dominato il ring per decenni.
Francesca FiorentinoDi Francesca Fiorentino24 Luglio 2025
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Hulk Hogan
Hulk Hogan (fonte: DMAX)

Il mondo del wrestling piange la scomparsa di Hulk Hogan, icona globale dello sport-spettacolo, morto oggi all’età di 71 anni nella sua casa di Clearwater, Florida, a causa di un arresto cardiaco, come riportato da TMZ Sports. I sanitari, intervenuti nella mattinata, non hanno potuto fare altro che constatarne il decesso. La notizia ha scosso fan e addetti ai lavori, chiudendo un’era che ha segnato la storia del wrestling professionistico. Solo poche settimane fa, la moglie Sky Daily aveva smentito voci su presunte condizioni critiche dell’ex campione, sottolineando la forza del suo cuore durante il recupero da interventi chirurgici al collo e alla schiena.

Repubblicano fedele, recentemente aveva fatto parlare di sé per il supporto a Donald Trump durante la campagna elettorale del 2024. Nella convention di Milwaukee si è addirittura strappato la maglia come gesto di solidarietà dopo l’attentato subito dall’attuale capo della Casa Bianca.

Hulk Hogan, il cui vero nome era Terry Eugene Bollea, nasce l’11 agosto 1953 ad Augusta, Georgia, sotto il segno del Leone, da padre italoamericano e madre di origini franco-scozzesi. Cresciuto in Florida, si appassiona al wrestling ispirandosi a Superstar Billy Graham, adottandone il look iconico con capelli lunghi e baffi biondi.

Esordisce nel 1977, ma è negli anni ’80 e ’90 che diventa una superstar grazie alla WWF (oggi WWE), conquistando sei titoli mondiali e trasformando il wrestling della Golden Era in un fenomeno di massa, orchestrato da Vince McMahon.

Hogan contribuì in maniera determinante al successo del primo WrestleMania nel 1985, evento che segnò l’inizio dell’era moderna del wrestling come fenomeno di massa. La sua rivalità con Andre the Giant culminò in uno degli incontri più iconici della storia, WrestleMania III del 1987, dove riuscì nell’impresa di sollevare il gigante francese davanti a oltre 90.000 spettatori.

Con il suo carisma, il fisico imponente e frasi come “Whatcha gonna do, brother?“, Hogan ha reso l’“Hulkamania” un simbolo culturale.

Oltre al ring, si distingue come attore, con ruoli memorabili come in Rocky III, dove interpreta Thunderlips, un carismatico wrestler professionista che affronta Rocky Balboa in un match di beneficenza. Una scena cult in cui boxe e wrestling si sono mescolati.

Hogan brilla anche come personaggio televisivo, entrando nella WWE Hall of Fame nel 2005. La sua carriera non è stata però priva di controversie, tra cui uno scandalo sessuale e accuse di razzismo che lo allontanarono temporaneamente dalla WWE. E un coinvolgimento, a metà degli anni Novanta, in una controversia sugli steroidi scoppiata in casa WWF. Hogan testimoniò nel corso del processo per doping e confermò di aver utilizzato sostanze per dodici anni, come viene raccontato nella serie di Netflix, Mr. McMahon.

 

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