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Home » Spettacolo » Magia, razzi e bugie lunari: come “Viaggio nella Luna” del visionario Méliès ha inventato la fantascienza

Magia, razzi e bugie lunari: come “Viaggio nella Luna” del visionario Méliès ha inventato la fantascienza

Questo piccolo film ha dimostrato che il cinema poteva essere molto più di una semplice registrazione della realtà.
Francesca FiorentinoDi Francesca Fiorentino1 Settembre 2025
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Viaggio nella Luna
Viaggio nella Luna (fonte: Breve Storia del Cinema)

Il primo settembre 1902, quando il cinema muoveva i suoi primi passi, un geniale regista francese di nome  Georges Méliès  creò qualcosa di straordinario: “Viaggio nella Luna” (titolo originale “Voyage dans la lune”). Questo film muto di appena 14 minuti è considerato il primo film di fantascienza della storia del cinema e uno dei capolavori assoluti degli esordi cinematografici.

Méliès non partì da zero per creare la sua storia. Si ispirò ai romanzi di due grandi scrittori che oggi chiamiamo i “padri della fantascienza”:  Jules Verne con “Dalla Terra alla Luna” e H.G. Wells con “I primi uomini sulla Luna”. Anche un’operetta del 1875 di Jacques Offenbach, anch’essa intitolata “Le Voyage dans la Lune”, contribuì a dare forma al progetto. Probabilmente, a ispirare il regista fu anche la celebre Great Moon Hoax, la colossale burla organizzata dal New York Sun che parlava della Luna come luogo abitato da creature fantastiche.

La storia racconta di un gruppo di astronomi che decide di raggiungere la Luna usando un metodo piuttosto bizzarro: una navicella a forma di proiettile sparata da un gigantesco cannone. Mentre un gruppo di ballerine festeggia l’evento, l’astronave parte verso il suo incredibile viaggio.

Una volta arrivati sulla Luna, i viaggiatori incontrano gli abitanti del satellite, chiamati Seleniti, che li catturano e li portano dal loro Re. Fortunatamente, gli umani riescono a scappare e a tornare sulla Terra facendo cadere il loro proiettile verso il basso. Una delle scene più famose della storia del cinema nasce proprio da questo film: la navicella spaziale che si schianta nell’occhio della Luna, rappresentata con un volto umano che esprime dolore.

Méliès girò il film nei suoi studi della Star Film a Montreuil, vicino Parigi, spendendo ben 10.000 franchi, una cifra considerevole per l’epoca. La maggior parte del budget fu investita nei costumi elaborati dei Seleniti e nelle ricche scenografie dipinte a mano. Il film fu realizzato con tecniche che oggi sembrano primitive ma che all’epoca erano rivoluzionarie. Venne girato a 16 fotogrammi al secondo con una cinepresa fissa e senza didascalie. Méliès utilizzò la tecnica del “film a quadri”, ovvero una serie di scene con inquadratura fissa e sfondi diversi che si susseguivano per raccontare la storia.

Un dettaglio curioso: le inquadrature spesso non erano perfette e tagliavano elementi sui lati. Questo accadeva perché la cinepresa di tipo Lumière che Méliès usava non aveva ancora il mirino, quindi l’inquadratura dipendeva solo dall’esperienza dell’operatore.

“Viaggio nella Luna” divenne la prima opera di finzione cinematografica a conoscere un successo mondiale. Purtroppo, questo successo attirò anche i pirati: Thomas Edison in persona distribuì illegalmente il film in America, creando copie non autorizzate che danneggiarono economicamente Méliès.

Il film fu distribuito sia in bianco e nero che in una versione colorata a mano. Quest’ultima versione sembrava perduta per sempre fino al 1993, quando una copia fu donata anonimamente alla Filmoteca de Cataluña. La pellicola era quasi completamente deteriorata, ma grazie a un accurato restauro iniziato nel 1999 e completato nel 2011 (costato 400.000 euro), la versione colorata è stata salvata e presentata al Festival di Cannes 2011, musicata dagli Air.

L’influenza di “Viaggio nella Luna” continua ancora oggi. Martin Scorsese ha dedicato al film e al suo creatore il lungometraggio “Hugo Cabret”, mentre la band Smashing Pumpkins ha omaggiato la famosa scena della Luna nel videoclip “Tonight Tonight”.

 

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