La nazionale femminile di volley, neo campione del mondo, è un insieme armonico. E forse è il merito più grande di Julio Velasco. Se la schiacciata decisiva di Paola Egonu ci ha regalato la finale, il muro di Myriam Sylla ci ha portato una medaglia d’oro attesa per 23 anni. Myriam Sylla, oro olimpico a Parigi 2024, è molto più di una semplice atleta. La sua storia è stata segnata da momenti di profonda sofferenza e grandi trionfi. Nata a Palermo da genitori ivoriani l’8 gennaio 1995, Myriam si è trasferita a Valgreghentino (Lecco) da bambina, dove ha iniziato la sua ascesa nel mondo della pallavolo.
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La sua infanzia è stata segnata da difficoltà, come ha raccontato lei stessa in diverse interviste. Un ruolo fondamentale nella sua vita lo hanno avuto i nonni adottivi, che hanno accolto suo padre quando era in difficoltà. Un gesto di altruismo che ha cambiato per sempre il destino della famiglia Sylla.
La pallavolo non è stata la prima passione di Myriam. Prima di scoprire il suo talento per questo sport, ha provato la danza, senza però trovare la stessa realizzazione. Dalle giovanili del Grenta, passando per Olginate e Amatori Orago, Myriam è arrivata all’esordio in Serie A1 con il Villa Cortese nella stagione 2011-12.
La sua carriera ha poi preso il volo con il Bergamo, dove ha vinto la Coppa Italia 2015-16. Successivamente, con l’Imoco Volley di Conegliano, ha conquistato numerosi titoli, tra cui tre Supercoppe italiane, tre scudetti, il campionato mondiale per club 2019, tre Coppe Italia e la Champions League 2020-21.
Anche con la Nazionale, Myriam ha collezionato successi, come il bronzo agli Europei under 19 nel 2012 e l’argento al World Grand Prix nel 2017. Il culmine della sua carriera è arrivato con l’oro alle Olimpiadi di Parigi. E naturalmente con quel punto decisivo messo a segno oggi contro la Turchia.
Una vittoria idealmente dedica alla mamma Salimata, scomparsa dopo una lunga malattia.
“È morta tra le mie braccia. In quel momento, però, ho avuto anche grandi testimonianze d’affetto. Ad esempio, quella di Paola Egonu, una persona per me speciale: mi disse che avrebbe mollato ogni cosa e sarebbe venuta con me. Non è da tutti e lei all’epoca giocava ancora a Novara“.
Nella vita privata, Myriam ha trovato la felicità accanto al cestista Alessandro Cappelletti, playmaker della Dinamo Sassari. Insieme condividono la passione per lo sport e la gioia di una vita familiare, arricchita dalla presenza del loro cane Kobe.
Myriam Sylla, al pari di Paola Egonu, è anche una voce importante nella lotta contro il razzismo. Ha subito episodi discriminatori in passato e oggi si impegna attivamente per sensibilizzare l’opinione pubblica su questo tema. Un impegno che la rende un modello non solo per le sue capacità sportive, ma anche per i suoi valori umani. E, fresca di oro olimpico, si rivolse all’eurodeputato della Lega (che aveva parlato di atlete con tratti somatici non italiani) in maniera secca: “Non so neanche cosa ha detto e sinceramente non mi interessa io ho questa al collo e ne vado fiera, quindi…“.
E ora è pronta a una nuova avventura che si chiama Galatasaray, squadra turca con la quale giocherà, dopo aver lasciato Milano e la Serie A1 femminile.


