Il testamento di Giorgio Armani, scomparso il 4 settembre 2025 all’età di 91 anni, ha finalmente svelato il futuro della sua casa di moda. L’intera proprietà di Giorgio Armani Spa è stata lasciata alla Fondazione Armani. Questo passaggio garantisce alla Fondazione un ruolo centrale nella gestione futura della maison.
Sebbene la Fondazione detenga il 100% della società, la gestione effettiva del potere decisionale presenta sfumature interessanti. Il testamento prevede infatti che il 9,9% delle azioni sia di proprietà della Fondazione, mentre il restante 90% è in nuda proprietà. L’usufrutto di queste azioni, ovvero il diritto di godere dei benefici economici e di voto, poi, è stato assegnato a diverse figure chiave.

Tra i beneficiari dell’usufrutto ci sono Leo Dell’Orco, ex compagno e braccio destro dello stilista, a cui è affidato un ruolo cruciale nella gestione dell’impero. L’uomo, infatti, avrà il 40% dei diritti di voto, una quota significativa che gli conferisce un’influenza determinante nelle decisioni strategiche dell’azienda.
Oltre a Dell’Orco, l’usufrutto è stato assegnato anche ai tre nipoti dello stilista e alla sorella Rosanna. Questa suddivisione del potere, seppur complessa, sembra studiata per garantire la continuità dell’azienda e preservare l’eredità di Giorgio Armani.
La quota del 2% detenuta da Armani in EssilorLuxottica, pari a circa 2,5 miliardi di euro, è stata così suddivisa: il 40% a Pantaleo Dell’Orco e il 60% ai familiari. Inoltre, Armani ha donato 100.000 azioni a Michele Morselli e 7.500 azioni ciascuno a Daniele Ballestrazzi, Giuseppe Marsocci, Laura Tadini e Luca Pastorelli.
Nel testamento, Armani ha disposto che la Fondazione ceda, entro 18 mesi dall’apertura della successione, una partecipazione del 15% della casa di moda a un partner strategico, preferibilmente tra LVMH, EssilorLuxottica, L’Oréal o un’altra società di pari livello nel settore della moda. La decisione spetterà alla Fondazione, con il consenso di Dell’Orco o, in sua assenza, di uno dei nipoti con diritto di voto (Silvana Armani o Andrea Camerana).
La scelta di affidare la proprietà alla Fondazione Armani, dunque, sottolinea la volontà dello stilista di proteggere il suo marchio e di destinare parte dei profitti a scopi filantropici come la promozione di iniziative culturali e sociali, oltre a sostenere giovani talenti nel mondo della moda.
Il testamento di Giorgio Armani, quindi, rappresenta un documento cruciale non solo per il futuro della sua casa di moda, ma anche per la sua eredità culturale e sociale che, grazie alla complessa struttura della successione, sembra destinata a durare nel tempo.



