L’inviato di “Le Iene”, Stefano Corti, ha denunciato pubblicamente di aver ricevuto gravi minacce rivolte a lui e alla sua famiglia, la compagna Bianca Atzei, il piccolo Noa e Gabriele, nato da una precedente relazione. Attraverso un video condiviso su Instagram, Corti ha mostrato gli screenshot di messaggi WhatsApp provenienti da un numero anonimo. Il mittente, che afferma di conoscere dettagli privati della vita di Corti, tra cui l’indirizzo di casa sua ha insinuato possibili ritorsioni legate al lavoro del giornalista presso la nota trasmissione di Italia 1.
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Le minacce, iniziate con un inquietante “Complimenti per la tua famiglia” accompagnato da una foto dei figli di Corti, si sono fatte progressivamente più esplicite. L’anonimo, che si è descritto come un reduce dalla guerra in Cecenia, ha lanciato avvertimenti criptici, chiedendo a Corti se fosse “sicuro di non aver sbagliato con nessuno” e affermando che, in caso di errore, “non c’è niente che lo salva“. Ha inoltre inviato visure catastali dell’abitazione di Corti e della Atzei, a dimostrazione di conoscere i loro spostamenti e la loro residenza, un dettaglio che ha profondamente turbato l’inviato.
La paura per la famiglia è palpabile nelle parole di Corti, che in dieci anni di lavoro a “Le Iene” non aveva mai sperimentato una situazione simile. La preoccupazione per la compagna Bianca Atzei e i figli Noa e Gabriele è al centro del suo sfogo. “Un conto è prendersela con me, un conto è mettere in mezzo la mia famiglia. È un comportamento da infami“, ha dichiarato, sottolineando la gravità delle minacce che mettono a repentaglio la serenità dei suoi cari.
L’appello di Corti a scoprire l’identità del responsabile ha generato un’ondata di solidarietà sui social. Numerosi fan e colleghi hanno espresso il loro supporto, invitando il giornalista a sporgere denuncia alle autorità. Corti ha assicurato di voler andare fino in fondo alla vicenda, determinato a individuare chi si cela dietro le minacce. L’episodio solleva interrogativi inquietanti sulla sicurezza dei giornalisti e sulla libertà di stampa, evidenziando i rischi che possono derivare dall’esercizio della professione, soprattutto quando si affrontano temi delicati e controversi.
L’indagine potrebbe ora prendere il via, con le autorità che potrebbero utilizzare i tabulati telefonici per risalire all’autore dei messaggi.
Nelle scorse settimane si era parlato di una possibile separazione tra Corti ed Atzei, voci smentite dai diretti interessati.



