L’identità di genere è un tema sempre più presente nel dibattito pubblico, come sta emergendo in queste ore relativamente all’omicidio di Charlie Kirk e alla relazione dell’attentatore Tyler Robinson con una donna transgender, ma spesso affrontato con imprecisioni, pregiudizi e ignoranza. Cosa significa essere transgender e perché è fondamentale utilizzare un linguaggio corretto e rispettoso quando si parla di questa tematica?
L’identità di genere si riferisce a come una persona si percepisce e si definisce rispetto al genere, indipendentemente dal sesso assegnato alla nascita. Una persona può identificarsi come uomo, donna, entrambi o nessuno dei due. Essere transgender significa avere un’identità di genere diversa dal sesso assegnato alla nascita. È importante sottolineare che essere transgender è una condizione normale e non una patologia.
Come spiegato da Infotrans, l’identità di genere è solo una delle componenti dell’identità sessuale, che include anche l’espressione di genere (il modo in cui una persona manifesta la propria appartenenza a un genere), l’orientamento sessuale (l’attrazione fisica e/o emotiva verso altre persone) e il sesso biologico (le caratteristiche anatomiche con cui si nasce). Questi aspetti sono distinti e indipendenti tra loro.

Spesso si fa confusione tra i termini “transgender” e “transessuale”. Mentre “transgender” è un termine ombrello che include tutte le persone la cui identità di genere non corrisponde al sesso assegnato alla nascita, “transessuale” è un termine più specifico che si riferisce alle persone transgender che hanno intrapreso un percorso di transizione medica (ormonale e/o chirurgica). Dunque, è importante usare con cautela il termine “transessuale”, poiché può essere percepito come stigmatizzante da alcune persone. Il consiglio è di utilizzare “transgender” come termine generale, a meno che la persona interessata non preferisca definirsi “transessuale”.
Anche il linguaggio usato deve essere corretto e rispettoso quando si parla di persone transgender, soprattutto nel contesto giornalistico. Errori comuni come il misgendering (utilizzare il genere grammaticale sbagliato) o il deadnaming (utilizzare il nome assegnato alla nascita che la persona non usa più) sono micro-aggressioni che possono avere un impatto negativo significativo. È fondamentale rispettare l’identità di genere della persona, utilizzando il nome e i pronomi che preferisce.
Inoltre, è importante evitare espressioni come “nato nel corpo sbagliato”, che rafforzano l’idea che esistano corpi “giusti” e “sbagliati”. Le persone transgender non sono nate nel corpo sbagliato, semplicemente la loro identità di genere non corrisponde al sesso assegnato alla nascita.
Infine, è importante ricordare che le persone transgender sono uomini, donne o altre identità di genere, non “diventano” tali. L’identità di genere è una realtà interiore, indipendente da interventi medici o legali.



