Javier Bardem travolge gli Emmy 2025, i premi Oscar televisivi, per così dire, indossando una kefiah, il tradizionale copricapo palestinese sul red carpet. Un gesto molto forte, quello di ieri sera a Los Angeles, compiuto per dimostrare sostegno alla popolazione di Gaza, ormai allo stremo delle forze sotto i colpi di Israele. L’intervistatore ha chiesto all’attore spagnolo cos’avrebbe fatto se avesse scoperto che una compagnia con cui lavorava, supportava Israele
“Non ci lavoro. Non ci lavoro. Non posso lavorare con qualcuno che giustifica e supporta il genocidio, è semplice. E dovrebbe succedere in questa industria (quella del cinema) e non solo. Oggi a Madrid, la Vuelta (il giro di Spagna, ndr) è stata fermata da migliaia di persone che protestavano con la partecipazione di una squadra israeliana. Il mondo è cambiato e quello a cui stiamo assistendo, ogni giorno, è un genocidio e deve finire“.
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Bardem, che non ha mai nascosto il suo pensiero sulla delicata questione israelo-palestinese, tanto da indossare spesso spillette in supporto di Gaza, si fa dunque portavoce delle istanze di numerosi colleghi di Hollywood che negli scorsi giorni avevano firmato un documento per invitare l’intero mondo del cinema a boicottare Israele. Replicando quello che era già successo alla Mostra del Cinema di Venezia con il movimento Venice for Palestine che chiedeva a gran voce di non invitare al festival Gal Gadot e Gerard Butler, aperti sostenitori di Israele. Il movimento, tuttavia, aveva perso qualche pezzo come Carlo Verdone, convinto sostenitore che il cinema non debba boicottare.



