Robert Redford, icona del cinema, ci ha lasciato, ma la sua eredità continua a vivere, in particolare attraverso il Sundance Film Festival, un evento che ha profondamente trasformato il panorama cinematografico indipendente. Redford, oltre alla sua brillante carriera di attore e regista, aveva dedicato gran parte della sua vita alla creazione e alla crescita di questo festival, nato da una visione ambiziosa: offrire uno spazio libero dai vincoli di Hollywood ai nuovi talenti del cinema.
Agli inizi degli anni ’80, Redford fondò il Sundance Institute, un’organizzazione no-profit con la missione di scoprire e supportare artisti indipendenti. Il festival, inizialmente chiamato Utah/US Film Festival, prese vita tra le montagne innevate dello Utah, nello stesso luogo dove Redford aveva acquistato un ranch e l’aveva ribattezzato “Sundance” in onore del suo personaggio in Butch Cassidy and the Sundance Kid.
Gli inizi non furono facili e lo raccontò lo stesso Redford in un’intervista al Corriere della Sera:
“Il primo anno del Festival, all’inizio degli anni Ottanta, non venne nessuno. Scendevo in strada e mi sentivo un imbonitore dicendo a tutti: “Venite a vedere questo piccolo, grande film”. Poi il successo di Sesso, bugie e videotape fece parlare di noi. E arrivarono anni dopo anche i mercanti e i paparazzi“.

Nel 1981, il critico Roger Ebert, documentando una delle prime edizioni del festival, descrisse la visione di Redford: creare un punto di riferimento per i filmmaker indipendenti, al di fuori del sistema hollywoodiano. Redford stesso ammise che l’iniziativa era partita senza aspettative rigide, con l’obiettivo di offrire ai giovani talenti l’opportunità di lavorare con professionisti esperti e sviluppare il proprio potenziale. Oggi è considerato uno dei “Big Five” del cinema mondiale insieme a Cannes, Venezia, Berlino e Toronto.
Il Sundance Film Festival si è evoluto nel tempo, diventando un trampolino di lancio per film indipendenti di successo come Sex, Lies, and Videotape, Clerks, Donnie Darko. Redford, in un’intervista del 2005, sottolineò l’importanza di connettere i film con il pubblico, creando un mercato per il cinema indipendente. Il festival ha contribuito a portare alla ribalta registi come Paul Thomas Anderson, Quentin Tarantino, Ryan Coogler e molti altri, offrendo loro una piattaforma per mostrare il proprio talento al mondo.
Il festival, inizialmente un piccolo evento nello Utah, è diventato un appuntamento imperdibile per cinefili e professionisti del settore, contribuendo a plasmare il cinema indipendente come lo conosciamo oggi. Redford, con la sua dedizione e la sua visione, ha lasciato un’eredità duratura nel mondo del cinema, un’eredità che continua a ispirare e a supportare le nuove generazioni di filmmaker.
E ora, dopo quasi 50 anni nello Utah, il Sundance Film Festival si trasferirà a Boulder, in Colorado, a partire dal 2027. Ma la sua magia resterà intatta.



