Il mondo dell’automobilismo è pronto (forse) per una scossa. Laura Villars, pilota svizzera di soli 28 anni, ha lanciato una sfida audace candidandosi alla presidenza della FIA (Federazione Internazionale dell’Automobile). Una mossa che la pone in diretta competizione con l’attuale presidente, Mohammed Ben Sulayem, e l’altro candidato, Tim Mayer, ex commissario della FIA. A prescindere dal risultato finale, Villars ha già segnato la storia, diventando la prima donna a puntare alla massima carica della Federazione.
Le elezioni, previste per il 12 dicembre durante l’assemblea generale a Tashkent, in Uzbekistan, si preannunciano scoppiettanti. Villars si presenta con un programma ambizioso, incentrato su una governance più democratica con una particolare attenzione all’inclusione di donne e nuove generazioni. Un messaggio che risuona forte in un ambiente tradizionalmente dominato da figure maschili. Inoltre, promuove una maggiore trasparenza nei processi decisionali e una maggiore responsabilità da parte dei vertici.
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Ma chi è Laura Villars? Non solo un’aspirante presidente, ma anche una pilota con una carriera in crescita. Con 58 presenze in competizioni come l’Ultimate Cup Series F3R, F4 UAE e Arabia Saudita, Ferrari Challenge Europe e Ligier European Series, Villars ha dimostrato il suo valore in pista. Attualmente gareggia nella Ligier European Series JS P4 con il Team Virage, e il suo quinto posto assoluto nel 2023 nella Ultimate Cup Series F3R testimonia il suo talento.
La sua candidatura rappresenta una svolta, soprattutto dopo la rinuncia di Carlos Sainz Sr. e la candidatura di Tim Mayer. Villars porta una ventata di novità e una prospettiva fresca in un momento cruciale per la FIA. La sua visione, incentrata sulla modernizzazione e l’apertura della Federazione, potrebbe rappresentare un vero punto di svolta per il futuro del motorsport.
Dovremo attendere il 12 dicembre per capire se Laura Villars riuscirà a realizzare la sua ambizione. Intanto, la sua candidatura ha già acceso i riflettori su temi cruciali come la rappresentanza femminile e la necessità di un cambiamento all’interno della FIA. Un segnale forte che il mondo delle quattro ruote è pronto ad evolversi.



