Il miracolo della liquefazione del sangue di San Gennaro si è rinnovato questa mattina a Napoli. L’annuncio, dato dall’abate della Cappella del Tesoro, monsignor Vincenzo De Gregorio, alle 10:08, ha suscitato la tradizionale ondata di gioia e commozione tra i fedeli riuniti nel Duomo per la messa celebrata dal cardinale Mimmo Battaglia. Il rito, come da tradizione, ha visto l’arcivescovo recarsi nella Cappella del Tesoro insieme all’abate, al sindaco Gaetano Manfredi e al presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca per prelevare le ampolle contenenti il sangue. Successivamente, le reliquie sono state mostrate ai fedeli sull’altare maggiore, e il prodigio è stato salutato dallo sventolio di fazzoletti bianchi.
Tuttavia, quest’anno la celebrazione è stata segnata da una riflessione del cardinale Battaglia. Nel corso della sua omelia, ha collegato il miracolo al dramma della guerra in Gaza e di tutte le guerre nel mondo, affermando:
“Oggi la parola sangue ci brucia addosso perché il sangue è un linguaggio che tutti capiamo e che chiede conto a tutti. Il sangue di Gennaro si mescola idealmente al sangue versato in Palestina, come in Ucraina e in ogni terra ferita dove la violenza si crede onnipotente e invece è solo rumore. Il sangue è sacro: ogni goccia innocente è un sacramento rovesciato.
Se potessi, raccoglierei in un’ampolla il sangue di ogni vittima, bambini, donne, uomini di ogni popolo, e lo esporrei qui, sotto queste volte, perché nessun rito ci assolva dalla responsabilità, perché la preghiera senta il peso di ogni ferita e non scivoli via. E oggi, con pudore e con fuoco, dico: è il sangue di ogni bambino di Gaza che metterei esposto in questa cattedrale, accanto all’ampolla del santo perché non esistono “altre” lacrime: tutta la terra è un unico altare“

Un videomessaggio di padre Gabriel Romanelli, parroco della chiesa della Sacra Famiglia di Gaza, ha ulteriormente amplificato il messaggio di pace, descrivendo la grave situazione nella Striscia e l’urgenza di una soluzione pacifica al conflitto.
Il sindaco Manfredi ha sottolineato l’importanza del miracolo come momento identitario per Napoli, ma ha anche ricordato il valore fondamentale della fede in tempi difficili. La liquefazione del sangue di San Gennaro rimane un evento avvolto nel mistero, oggetto di fede e di dibattito scientifico. Da sempre la scienza confuta questo evento. Ma, al di là delle interpretazioni, il miracolo continua a rappresentare un forte simbolo di speranza per la comunità napoletana e, quest’anno, anche un invito alla riflessione sulla sofferenza nel mondo.



