La tensione tra Russia e Occidente si intensifica con nuovi episodi che allarmano l’Europa. Dopo le ripetute violazioni dello spazio aereo polacco ed estone, ora è la Danimarca ad affrontare una serie di incursioni di droni non identificati, che hanno portato alla chiusura temporanea di diversi aeroporti, tra cui quello di Billund, il secondo più grande del Paese.
L’allarme è scattato nella tarda serata di lunedì e nelle prime ore di martedì, con avvistamenti di droni anche nei pressi degli aeroporti di Esbjerg e Sonderborg, e della base aerea di Skrydstrup, sede di alcuni caccia F-16 e F-35 danesi. La polizia danese descrive l’accaduto come il più grave “attacco” mai subito alle sue infrastrutture critiche, collegandolo a presunte incursioni di droni russi e ad altri disordini in Europa. Sebbene non ci siano prove concrete del coinvolgimento di Mosca, il ministro della Difesa danese, Troels Lund Poulsen, ha definito l’attacco “sistematico” e “ibrido“, opera di un “professionista“.

L’episodio si inserisce in un quadro molto complesso. Il ministro della Difesa italiano, Guido Crosetto, che ha definito gli eventi in Polonia ed Estonia “una specie di test, una provocazione che richiede risposta ferma, razionale e coordinata“.
La presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, ha assunto una posizione decisa, dichiarando alla CNN che “l’opzione di abbattere un jet che sta violando il nostro spazio aereo è sul tavolo“, dopo i ripetuti sconfinamenti dei MiG russi (uno dei quali arginato dai nostri F35). Von der Leyen ha anche annunciato l’intenzione di applicare dazi sulle forniture di petrolio russo che continuano ad arrivare nell’Unione Europea.



