Yuri Romanò si è imposto all’attenzione internazionale come uno dei giocatori più talentuosi, ultima impresa in ordine di tempo nella sua carriera, la straordinaria vittoria ai campionati mondiali di volley maschile sulla Bulgaria, nelle Filippine. Un’impresa, quella della nazionale di Ferdinando De Giorgi, che è un’impresa di squadra, come sempre. Ma firmata anche da campioni come Romanò (che oggi ha messo a segno cinque ace, ovvero punti su servizio). L’opposto monzese, classe 1997, si è affermato come il vero trascinatore dell’Italia, dimostrando una capacità unica di alzare il livello del gioco nei momenti cruciali.
La sua carriera non è iniziata sotto i riflettori delle grandi arene internazionali, ma è stata plasmata nelle categorie inferiori, partendo dalla Serie A2. Poi, una lunga ascesa. Arrivato a questo Mondiale senza un posto da titolare garantito, se l’è guadagnato a suon di prestazioni eccezionali. La sua storia parla chiaro: campione d’Europa nel 2021, il primo titolo dell’era De Giorgi, pur non avendo mai giocato in Superlega.
L’anno successivo, dopo una stagione in panchina a Milano, si è laureato campione del mondo da titolare, con il CT De Giorgi che scelse di dargli fiducia, lasciando a casa un nome illustre come Zaytsev per alleggerire le sue responsabilità.
Nonostante una stagione recente difficile, segnata da qualche problema fisico e un’alternanza in campo con Kamil Rychlicki, Romanò ha saputo sempre farsi trovare pronto.
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Interista fino al midollo, come il suo amico Alessandro Michieletto, Romanò è noto anche per le sue abitudini alimentari, con uno spuntino pre-partita da 100 grammi di pasta e porzioni da non meno di 200 grammi a pranzo e cena. Romanò è sposato con Marta Ciotti, ex pallavolista che ha impalmato a maggio ed è padre di Bianca, un anno e mezzo.
Il futuro di Yuri Romanò si preannuncia altrettanto entusiasmante. Al termine dei Mondiali, l’opposto azzurro si trasferirà in Russia, anzi in Siberia, intraprendendo una nuova avventura professionale che lo vedrà protagonista in uno dei campionati più competitivi del mondo con la maglia del Fakel.



