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Home » Attualità » Re Carlo pregherà con il Papa nella Cappella Sistina: la prima volta dopo 500 anni di rottura con Roma

Re Carlo pregherà con il Papa nella Cappella Sistina: la prima volta dopo 500 anni di rottura con Roma

Re Carlo III prega con Papa Leone XIV nella Cappella Sistina: evento storico dopo 500 anni dalla rottura tra Chiesa anglicana e Roma nel 1534.
Gabriella DabbeneDi Gabriella Dabbene22 Ottobre 2025
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dettaglio Cappella Sistina
dettaglio Cappella Sistina (fonte: Unsplash)

Una preghiera ecumenica nella Cappella Sistina segna un momento di svolta storica nei rapporti tra la Chiesa cattolica e la monarchia britannica. Re Carlo III e la regina consorte Camilla arriveranno a breve in Vaticano per una visita di Stato che rappresenta la prima volta, dalla scissione della Chiesa anglicana da Roma voluta da Enrico VIII nel 1534, che un monarca inglese pregherà insieme a un Pontefice nel cuore della cristianità.

L’arrivo dei sovrani inglesi avverrà nel pomeriggio di oggi, ma gli appuntamenti più significativi si concentreranno nella giornata di domani. Il programma prevede un’udienza privata con Papa Leone XIV alle 11 nella Biblioteca vaticana, seguita da un incontro con il segretario di Stato vaticano, il cardinale Pietro Parolin. Alle 12.10, il momento clou: una preghiera ecumenica per la cura del Creato nella Cappella Sistina, presieduta dal Papa e dall’arcivescovo di York Stephen Cottrell, seconda carica della Chiesa anglicana.

Ad accompagnare i reali c’è proprio l’arcivescovo di York Stephen Cottrell, presente al posto dell’arcivescovo di Canterbury, la massima autorità anglicana, la cui sede è attualmente vacante: la nuova arcivescova Sarah Mullally, nominata il 3 ottobre, prenderà possesso dell’arcidiocesi solo a marzo 2026. La presenza di Cottrell sottolinea l’importanza istituzionale di questa visita che, dopo oltre cinque secoli di distanza, riavvicina simbolicamente le due Chiese.

Secondo lo storico britannico Hugo Vickers, vicino alla famiglia reale, l’interesse ecumenico di re Carlo affonda le radici nella sua formazione familiare. “La religiosità di re Carlo e il suo interesse per fedi diverse l’ha preso dal padre, Filippo. Il duca di Edimburgo era personalmente curioso di esplorare forme diverse di spiritualità, un desiderio che aveva ereditato dalla madre, la principessa Alice”, ha spiegato Vickers al Corriere della Sera. Questa apertura interreligiosa si è manifestata già durante l’incoronazione del 2023, quando Carlo volle la presenza di esponenti di diverse fedi durante il rito.

Un particolare de La creazione di Adamo nella Cappella Sistina
Un particolare de La creazione di Adamo nella Cappella Sistina – Fonte: Pixabay

Il programma della visita prosegue nel pomeriggio con un incontro nella Sala Regia con aziende impegnate nella tutela ambientale, tema particolarmente caro al sovrano britannico. L’ultimo appuntamento, alle 14:30, si svolgerà nella Basilica di San Paolo fuori le Mura, dove i sovrani visiteranno la tomba dell’Apostolo e re Carlo riceverà il titolo di Royal Confrater, diventando così confratello dei monaci benedettini.

Questa non è la prima apertura tra la Corona britannica e il Vaticano. Un precedente significativo risale al 1982, quando la regina Elisabetta II accolse papa Giovanni Paolo II a Buckingham Palace, mentre l’allora principe Carlo partecipò a Canterbury a un rito che vide per la prima volta insieme un Pontefice e l’arcivescovo di Canterbury. Un altro momento importante fu il funerale cattolico della duchessa di Kent, Katharine, celebrato alla Cattedrale di Westminster di Londra alla presenza di re Carlo e di numerosi membri della famiglia reale.

La figura della duchessa di Kent rappresenta un capitolo particolare nella storia dei rapporti tra cattolicesimo e famiglia reale inglese. Convertitasi al cattolicesimo nel 1994 dopo la tragica esperienza di un doppio aborto, fu la prima conversione reale dall’Act of Settlement del 1701. Come ha ricordato Vickers, “alcuni dei suoi figli hanno scelto la fede cattolica. Anche la principessa di Kent, moglie del principe Michael di Kent, è cattolica”. Oggi, dopo la riforma della legge di successione negli anni 2000, è caduto il divieto ai matrimoni con donne cattoliche per i membri della famiglia reale.

Il gesto di re Carlo e Papa Leone nella Cappella Sistina rappresenta il culmine di un percorso ecumenico iniziato decenni fa e testimonia come, dopo cinque secoli di divisione, le ferite storiche possano trasformarsi in ponti di dialogo. In un’epoca caratterizzata da conflitti e divisioni, questa preghiera comune sotto gli affreschi di Michelangelo diventa un messaggio potente di riconciliazione e di ricerca di unità nella diversità.

L’atteggiamento di Carlo III contrasta con quello della madre Elisabetta II che, secondo Vickers, aveva un approccio più tradizionale alla fede: “Non si poneva dubbi, non si interrogava tanto su altre religioni, credeva. Ed era devota alla messa della domenica”. Quanto al futuro, rimane aperta la questione del ruolo del principe William, erede al trono, che secondo alcuni osservatori avrebbe meno interesse verso l’aspetto religioso rispetto al padre, lasciando persino ipotizzare che possa non essere più automaticamente capo della Chiesa d’Inghilterra quando regnerà.

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