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Home » Attualità » Inneggiano al Duce nel giorno della marcia su Roma nella Sede di FdI a Parma: “Squallidi”, tuona il Sindaco (VIDEO)

Inneggiano al Duce nel giorno della marcia su Roma nella Sede di FdI a Parma: “Squallidi”, tuona il Sindaco (VIDEO)

Cori fascisti nella sede di FdI a Parma il 28 ottobre 2025: giovani inneggiano al Duce. Meloni sotto pressione, il partito commissaria Gioventù Nazionale.
Gabriella DabbeneDi Gabriella Dabbene31 Ottobre 2025
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La sede di Fratelli d'Italia a Parma
La sede di Fratelli d'Italia a Parma (fonte: screenshot da video)

Un video diventato rapidamente virale sui social ha documentato un episodio che ha scatenato un acceso dibattito politico: la sera del 28 ottobre 2025, anniversario della marcia su Roma, dalla sede di Fratelli d’Italia a Parma sono risuonati cori fascisti e invocazioni al Duce. Le immagini mostrano un gruppo di giovani, presumibilmente militanti di Gioventù Nazionale, il movimento giovanile del partito, intonare il canto Me ne frego all’interno dei locali situati in Borgo del Parmigianino, in pieno centro storico.

Nel filmato, diffuso dal presidente del Consiglio comunale di Parma Michele Alinovi, si sentono chiaramente le parole della canzone dell’epoca fascista: “Se il sol dell’avvenire è rosso di colore, me ne frego di morire sventolando il tricolore. Ce ne freghiamo della galera, camicia nera trionferà. Se non trionfa sarà un macello col manganello e le bombe a man”. Al termine del canto, i presenti hanno scandito ripetutamente “Duce! Duce! Duce!”, in un evidente riferimento a Benito Mussolini.

La reazione delle istituzioni locali non si è fatta attendere. Il sindaco di Parma Michele Guerra ha espresso una condanna netta dell’accaduto: “I valori che rappresenta questa città sono del tutto alternativi e contrapposti a quelli che senza pudore propagano dalla sede di Fratelli d’Italia, dove si inneggia al Duce, si cantano cori per le camicie nere e gli squadristi”. Il primo cittadino ha proseguito affermando che “Parma non accetterà né ora né mai la squallida propaganda di un tempo passato e orrendo. Non lo ha fatto da 80 anni a questa parte, non lo farà nemmeno adesso”.

Sul fronte politico nazionale, il Partito Democratico ha chiesto un intervento diretto della presidente del Consiglio Giorgia Meloni. Sandro Ruotolo, europarlamentare della segreteria Pd, ha dichiarato: “A Parma, nella sede di Fratelli d’Italia, nella ricorrenza della marcia su Roma, si inneggia al Duce, si cantano cori fascisti. Quella fiamma nel simbolo di Fratelli d’Italia non è solo un richiamo grafico, è un’eredità. Presidente Meloni, che fa stavolta? Tace o condanna? Prende provvedimenti verso i suoi militanti, oppure fa finta di nulla come sempre?”.

Chiara Gribaudo, vicepresidente del Partito Democratico, ha sottolineato la gravità dell’episodio: “La cosa grave è che si sentono intoccabili, impuniti, tanto da fare canti fascisti dentro una sede pubblica su una strada. Attendiamo il commento della presidente del Consiglio: anche stavolta insulterà chi ha ripreso questa scena indegna o, per una volta e definitivamente, condannerà questi rigurgiti fascisti dentro al suo movimento dichiarandosi antifascista?”.

Anche Luigi Tosiani, segretario del Pd dell’Emilia-Romagna, ha espresso “vergogna e sdegno pensando ai valori della nostra Emilia-Romagna, a chi ha combattuto ed è morto per liberare il nostro Paese. Chissà se la presidente Meloni questa volta condannerà le azioni della migliore gioventù italiana”. I capigruppo Pd alla Camera e al Senato, Chiara Braga e Francesco Boccia, hanno aggiunto: “Meloni dovrebbe ricordare ai suoi, soprattutto ai più giovani, che governa democraticamente eletta perché qualcuno combatté il fascismo anche a costo della vita”.

Di fronte alle polemiche, Fratelli d’Italia ha preso provvedimenti immediati. Il coordinamento regionale di Gioventù Nazionale Emilia-Romagna ha annunciato il commissariamento immediato della federazione provinciale di Parma per motivi di incompatibilità politica, in accordo con i vertici nazionali del movimento. Giovanni Donzelli, responsabile dell’organizzazione nazionale di Fdi, ha precisato che “Gioventù Nazionale aveva già provveduto al commissariamento prima della pubblicazione del video”.

Il coordinamento provinciale di Fratelli d’Italia Parma ha ribadito “la propria ferma distanza da ogni forma di estremismo o comportamento inappropriato, riaffermando i propri valori di libertà, responsabilità e rispetto delle istituzioni”. Rispondendo alle critiche del sindaco e del Pd, il partito ha aggiunto: “Non c’è bisogno che ci si dica come comportarci rispetto a situazioni su cui, da sempre, abbiamo mostrato massima chiarezza e nettezza. Non accettiamo lezioni”.

Fabio Roscani, presidente nazionale di Gioventù Nazionale e deputato di Fdi, ha sottolineato: “Abbiamo dimostrato con chiarezza e nettezza come si agisce di fronte a questi episodi, ribadendo che non c’è spazio nel nostro movimento per comportamenti incompatibili con i valori della libertà e della democrazia“. Roscani ha però contrattaccato: “Non accettiamo lezioni dalla sinistra e aspettiamo ancora dai vertici nazionali del Partito democratico che fino ad oggi non hanno detto una parola di condanna quando giovani esponenti del Pd si facevano fotografare con indosso magliette inneggianti alle Brigate Rosse”.

Il senatore Michele Barcaiuolo, coordinatore regionale di Fratelli d’Italia in Emilia-Romagna, ha aggiunto: “La condanna auspicata dal Pd è già stata emessa con il commissariamento dei vertici locali di GN e con l’immediata attivazione delle procedure di allontanamento dei soggetti che verranno identificati come responsabili. Aspettiamo invece ancora che il Pd condanni e allontani gli amministratori e i propri iscritti che partecipano a manifestazioni contro la polizia, occupano i binari delle stazioni, indossano magliette inneggiando le BR”.

L’episodio ha riacceso il dibattito sul rapporto tra Fratelli d’Italia e il proprio passato politico, con le opposizioni che chiedono una presa di posizione inequivocabile sulla matrice culturale del partito e i vertici di Fdi che rivendicano invece la rapidità e la fermezza dei provvedimenti disciplinari adottati.

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