Fátima Bosch Fernández, 25 anni, è stata incoronata poche ore fa Miss Universo 2025 a Bangkok, in quella che è stata definita l’edizione più turbolenta e controversa della storia del celebre concorso di bellezza. La giovane messicana, laureata in fashion design, ha trionfato in una competizione segnata da scandali, accuse di brogli e proteste che hanno fatto discutere il mondo intero.
La vittoria di Bosch assume un significato particolare considerando che solo poche settimane prima era stata al centro di un episodio di bullismo pubblico che ha scatenato polemiche internazionali. Durante una cerimonia trasmessa in diretta streaming il 4 novembre, il direttore nazionale thailandese Nawat Itsaragrisil l’aveva rimproverata aspramente davanti a circa 130 concorrenti per non aver pubblicato abbastanza contenuti promozionali sui social media.
Il momento più drammatico si è verificato quando Nawat, secondo testimoni presenti, ha definito Bosch una “dumbhead” (testa vuota, stupida), anche se lui stesso ha successivamente negato di aver usato quella parola, sostenendo di averla accusata solo di aver causato “danni”. Quando la concorrente messicana ha reagito per difendersi dalle offese, il direttore thailandese ha chiamato la sicurezza per farla uscire dalla sala.
A quel punto è successo qualcosa di inaspettato che ha trasformato l’episodio in un simbolo di solidarietà femminile. Bosch si è alzata ed è uscita dalla stanza con la testa alta, seguita immediatamente da diverse altre concorrenti che hanno abbandonato l’evento in segno di supporto. Tra queste c’era anche Miss Universe 2024, la danese Victoria Kjær Theilvig, che avrebbe poi incoronato la stessa Bosch come sua erede.
“Quello che ha fatto il vostro direttore non è rispettoso: mi ha chiamata stupida“, ha dichiarato una determinata Bosch ai giornalisti thailandesi subito dopo l’incidente. “Se una situazione ti toglie la dignità, devi andartene“.
La vicenda ha attirato l’attenzione persino della presidente messicana Claudia Sheinbaum, la prima donna a ricoprire quella carica nella storia del Paese. Durante una conferenza stampa nella capitale, Sheinbaum ha espresso il suo riconoscimento per il modo “dignitoso” con cui Miss Mexico ha saputo far sentire la propria voce. “Mi sembra che sia un esempio di come le donne dovrebbero alzare la voce“, ha affermato la presidente, ricordando la vecchia frase secondo cui “le donne sono più belle quando stanno zitte“.
“Noi donne siamo più belle quando alziamo la voce e partecipiamo, perché questo ha a che fare con il riconoscimento dei nostri diritti“, ha aggiunto Sheinbaum, trasformando l’episodio in una questione di principio che va oltre il mondo dei concorsi di bellezza.
Anche l’organizzazione ufficiale di Miss Universe ha preso posizione contro l’accaduto. Il presidente dell’organizzazione, l’imprenditore messicano Raúl Rocha Cantú, ha rilasciato una dichiarazione in cui condannava il comportamento di Nawat definendolo “aggressione pubblica” e “grave abuso”. L’organizzazione ha descritto le azioni del direttore thailandese come “malicious” (malevole) e ha limitato il suo ruolo nella gestione delle fasi successive del concorso.
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Nawat ha successivamente presentato le sue scuse durante una cerimonia di benvenuto trasmessa in diretta, apparendo visibilmente commosso ma al tempo stesso sulla difensiva. “Se qualcuno è stato colpito e non si è sentito a proprio agio per quello che è successo, mi dispiace molto“, ha detto rivolgendosi alle concorrenti. Poi, cambiando tono, ha aggiunto: “È passato. OK? Siete felici?”
Ma le controversie non si sono fermate qui. Pochi giorni prima della finale, due giudici si sono dimessi dalla giuria composta da otto membri, con uno di loro che ha lanciato accuse di brogli che hanno ulteriormente scosso la credibilità del concorso. Il compositore libanese-francese Omar Harfouch ha annunciato le sue dimissioni su Instagram, sostenendo l’esistenza di una “giuria improvvisata” segreta che avrebbe pre-selezionato le 30 finaliste prima della serata conclusiva.
Gli incidenti non sono mancati nemmeno sul palco. Mercoledì, durante la competizione preliminare degli abiti da sera, Miss Jamaica Gabrielle Henry è caduta accidentalmente sul palcoscenico ed è stata portata via in barella. Secondo un aggiornamento pubblicato dal presidente Rocha su Instagram, la concorrente è stata ricoverata in ospedale ma fortunatamente non ha riportato fratture e si sta riprendendo.
La serata finale si è svolta nonostante tutte le polemiche al Bangkok Convention Centre di Nonthaburi, con la partecipazione di rappresentanti di 120 Paesi. La Thailandia ha schierato Praveenar Singh, considerata una delle favorite dai siti specializzati, che si è classificata seconda, mentre il terzo posto è andato alla venezuelana Stephany Adriana Abasali Nasser, 25 anni. A completare la top five sono state la filippina Ahtisa Manalo, 28 anni, e la rappresentante della Costa d’Avorio Olivia Yacé, 27 anni. Un momento storico è stato rappresentato dalla partecipazione di Nadeen Ayoub, la prima donna a rappresentare il popolo palestinese a Miss Universe, che è riuscita ad arrivare tra le 30 semifinaliste.
Il trionfo di Fatima Bosch segna la quarta vittoria del Messico nella storia di Miss Universe, un concorso fondato negli Stati Uniti nel 1952 e considerato uno dei più longevi e prestigiosi al mondo.



