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Home » Attualità » Allarme morbillo in Italia: non sono i bambini a diffonderlo, ma gli adulti non vaccinati

Allarme morbillo in Italia: non sono i bambini a diffonderlo, ma gli adulti non vaccinati

Il virus circola tra i 20 e i 39 anni, con coperture vaccinali ancora insufficienti. Ecco cosa dicono i nuovi dati.
Francesca FiorentinoDi Francesca Fiorentino25 Novembre 2025Aggiornato:25 Novembre 2025
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grafica donna col morbillo
grafica donna col morbillo (fonte: FreePik)

Il morbillo sta tornando a preoccupare l’Italia. Una ricerca appena pubblicata sulla rivista scientifica Lancet Infectious Diseases rivela che il nostro Paese è tra quelli con il più alto rischio di nuovi focolai in Europa, e il motivo principale potrebbe sorprendervi: il virus non si diffonde principalmente nelle scuole tra i bambini, ma tra gli adulti che non hanno mai fatto il vaccino.Lo studio, condotto dall’Istituto Superiore di Sanità insieme alla Fondazione Bruno Kessler di Trento, ha esaminato dieci anni di dati sanitari, analizzando quasi 15.000 casi registrati dal 2013 al 2022. I risultati dipingono un quadro chiaro: circa il 9% della popolazione italiana non è protetta contro il morbillo, con buchi particolarmente evidenti tra i nati negli anni Ottanta e Novanta.

I numeri del 2025: Dall’inizio dell’anno fino a settembre sono stati registrati 459 casi di morbillo. Di questi, l’87% riguardava persone non vaccinate. Oltre la metà dei pazienti ha dovuto essere ricoverata e un terzo ha sviluppato complicazioni serie come polmonite, epatite o problemi respiratori. Sono stati documentati anche tre casi di encefalite, tutti in persone senza vaccino.

persona con morbillo
persona con morbillo (fonte: FreePik)

Ma chi si ammala davvero? Secondo i dati raccolti, oltre l’88% delle trasmissioni avviene tra adulti non vaccinati, specialmente nella fascia tra i 20 e i 39 anni. Le scuole, spesso considerate il luogo principale di diffusione, sono responsabili solo dell’8,5% dei contagi. Il virus circola invece soprattutto in famiglia, in ambienti di lavoro e durante i viaggi internazionali.

Il problema è geograficamente disomogeneo. Regioni come Calabria, Marche, Alto Adige, Lazio e Sicilia mostrano le incidenze più alte, ma cinque sole regioni concentrano oltre il 65% di tutti i casi nazionali: Lombardia, Emilia-Romagna, Lazio, Calabria e Sicilia. In Emilia-Romagna, per esempio, il numero elevato di adulti non vaccinati spinge verso l’alto il rischio di nuovi focolai.

I bambini sotto i cinque anni rimangono comunque i più vulnerabili alle complicazioni gravi. Quest’anno sono stati segnalati 22 casi in neonati con meno di un anno, ancora troppo piccoli per ricevere il vaccino e quindi completamente dipendenti dalla protezione indiretta fornita dalla vaccinazione degli altri.

La situazione italiana si inserisce in un contesto europeo preoccupante. Tra febbraio 2024 e gennaio 2025, l’Europa ha registrato oltre 32.000 casi, con la Romania al primo posto (18 decessi) e l’Italia al secondo con oltre 1.000 casi. Anche gli Stati Uniti stanno vivendo il numero di contagi più alto degli ultimi vent’anni.

Cosa serve per invertire la rotta? I ricercatori indicano tre priorità: migliorare la copertura vaccinale tra i bambini (attualmente solo l’84,8% riceve le due dosi necessarie), recuperare chi ha saltato la seconda dose, e soprattutto lanciare campagne specifiche per vaccinare gli adulti nati negli anni Ottanta e Novanta, che rappresentano oggi il punto debole della protezione collettiva.

Il morbillo è un virus estremamente contagioso: può rimanere nell’aria fino a due ore dopo che una persona infetta ha tossito o starnutito. Una persona malata può trasmettere l’infezione già quattro giorni prima che compaiano i sintomi visibili, rendendo difficile contenere i focolai quando le coperture vaccinali sono basse.

La buona notizia? Il vaccino funziona ed è sicuro, come dimostrato da decenni di utilizzo in milioni di persone in tutto il mondo. La strada è chiara: servono interventi mirati, una comunicazione più efficace sui benefici della vaccinazione e un sistema di sorveglianza rafforzato. Solo così l’Italia potrà evitare che il morbillo torni ai livelli preoccupanti visti negli anni scorsi.

 

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