Close Menu
  • Ambiente
    • Animali
  • Attualità
  • Cultura
    • Misteri
    • Storia
  • Lifestyle
    • Bellezza
    • Cibo
    • Moda
    • Sesso
    • Viaggi
  • Salute
    • Scienza
  • Spettacolo
  • Sport
  • Web
CultWeb.it
  • Ambiente
    • Animali
  • Attualità
  • Cultura
    • Misteri
    • Storia
  • Lifestyle
    • Bellezza
    • Cibo
    • Moda
    • Sesso
    • Viaggi
  • Salute
    • Scienza
  • Spettacolo
  • Sport
  • Web
CultWeb.it
Home » Attualità » Torna il servizio militare in Italia? Cosa prevede la proposta del ministro della Difesa Crosetto

Torna il servizio militare in Italia? Cosa prevede la proposta del ministro della Difesa Crosetto

Crosetto propone una leva volontaria di 10mila unità per emergenze e crisi. Riserva ausiliaria con professionisti esperti, non leva obbligatoria tradizionale.
Francesca FiorentinoDi Francesca Fiorentino28 Novembre 2025
Facebook WhatsApp Twitter Telegram
soldati
Un gruppo di soldati (fonte: Unsplash)

Il ministro della Difesa Guido Crosetto ha annunciato da Parigi l’intenzione di proporre al Parlamento italiano un disegno di legge per reintrodurre il servizio militare su base volontaria. Una proposta che si inserisce nel contesto europeo, dove Francia e Germania stanno già potenziando i propri eserciti di fronte a uno scenario internazionale sempre meno sicuro.

A Palazzo Baracchini, sede del ministero della Difesa, precisano subito che non si tratta di ripristinare la vecchia naja obbligatoria con giovani reclute inesperte. Il progetto di Crosetto punta infatti a creare una riserva ausiliaria dello Stato composta da circa 10 mila unità, anche se il numero finale sarà deciso dal Parlamento. Si tratta di una forza on demand formata da professionisti di esperienza: militari in congedo, volontari in ferma prefissata, ex guardie giurate, medici in pensione e altro personale civile qualificato.

L’obiettivo è disporre di una forza ausiliaria pronta per essere impiegata in casi gravissimi come guerre, calamità naturali e crisi internazionali, sempre a supporto delle Forze armate ma mai in prima linea. Una volta reclutati, questi volontari verranno formati e periodicamente addestrati per essere pronti all’occorrenza.

Crosetto aveva già anticipato questa visione il 4 novembre 2023 a Cagliari, durante la festa delle Forze armate, davanti al presidente Mattarella: la Difesa deve prepararsi a tutti gli scenari, anche quelli peggiori. E gli scenari peggiori oggi sono arrivati, con una guerra diventata ibrida, fatta di droni, fake news e attacchi cyber.

Per il ministro è fondamentale l’aspetto vocazionale di questa nuova riserva. Il documento informale presentato il 17 novembre scorso al Consiglio supremo di Difesa parlava espressamente della necessità di 10-15 mila nuove unità da formare nell’ambito delle nuove tecnologie e dell’intelligenza artificiale. Secondo Crosetto, 5 mila ne servirebbero solo nell’ambito cyber per contrastare la guerra ibrida già in corso.

Il progetto prevede di coinvolgere anche professionisti specializzati che normalmente non si arruolerebbero mai. Come spiegano a Palazzo Baracchini, un hacker non entrerà nell’esercito tradizionale, ma potrà comunque dare il suo contributo se ha a cuore le sorti del proprio Paese. Non sarà necessaria una laurea: già oggi esiste una riserva selezionata composta da ingegneri che hanno progettato ponti in Afghanistan e aperto pozzi in Libano.

Durante la conferenza stampa a Parigi, Crosetto ha fatto riferimento al modello svizzero, dove la parte della riserva comprende tutti i cittadini fino a oltre 50 anni, pur sottolineando che la Svizzera è da 500 anni che non affronta una guerra. Il ministro ha spiegato che se la visione del futuro prevede minore sicurezza, una riflessione sul numero delle forze armate va fatta necessariamente.

L’Italia aveva costruito negli anni scorsi modelli che riducevano il numero dei militari. La legge 244 fissa oggi il limite per il personale della Difesa a 170 mila unità, mentre attualmente sono 160 mila. Crosetto ritiene che questa legge vada archiviata e i numeri andrebbero aumentati di almeno 30-40 mila unità, considerando le nuove esigenze di sicurezza.

Il ministro ha precisato che la decisione spetta al Parlamento, perché le scelte del modello di difesa riguardano un Paese intero, non solo la maggioranza di governo. Per questo porterà una bozza di disegno di legge prima in Consiglio dei ministri e poi in Parlamento, affinché venga discussa, aumentata e integrata. Le regole nel settore della difesa devono essere il più condivise possibile e nascere nel luogo di rappresentazione del popolo.

La proposta ha già suscitato le reazioni dell’opposizione. Il presidente del Movimento 5 Stelle Giuseppe Conte ha criticato duramente l’iniziativa sui social: qui si continua a parlare solo di piani di guerra, leva, riarmo ed enormi aumenti delle spese militari. Conte ha ricordato che secondo Meloni l’Italia con l’Europa ha scommesso sulla vittoria militare dell’Ucraina anziché puntare sui negoziati da subito, e ha concluso chiedendo al governo di fermarsi.

Angelo Bonelli di Alleanza Verdi e Sinistra ha dichiarato che la proposta indica una sola strada: trasformare i giovani in soldati invece che in medici, insegnanti, ingegneri ed educatori. Nicola Fratoianni di Sinistra Italiana si è detto senza parole, affermando di non aver capito cosa sia una leva su base volontaria e trovando sconvolgente che questo possa essere il futuro dei giovani italiani.

Stefano Graziano del Partito Democratico, membro della commissione Difesa a Montecitorio, ha precisato che si può immaginare solo una riserva a sostegno della logistica, degli uffici e della Croce Rossa, ribadendo che il PD è per un esercito di professionisti.

L’iniziativa italiana si inserisce in un contesto europeo di rafforzamento militare. La Francia ha annunciato il ripristino di 10 mesi di leva su base volontaria, mentre la Germania sta mettendo in campo una serie di novità per potenziare la Bundeswehr con l’obiettivo dichiarato di diventare il più forte esercito in Europa entro il 2029, data che, come rivelato dal Wall Street Journal, Berlino ritiene possa esserci un attacco della Russia.

L’esperienza del Covid ha dimostrato la fragilità del sistema: durante l’emergenza sanitaria l’acquedotto di Roma rimase con un unico tecnico in servizio perché tutti gli altri si erano ammalati. Una riserva di personale qualificato pronto a intervenire potrebbe evitare situazioni simili in futuro.

La proposta prevede quindi un nuovo modello di difesa basato sulla difesa del proprio Paese come unica vocazione, con una forza ausiliaria che affianchi le Forze armate professionali nelle emergenze, mantenendo comunque la struttura militare principale basata su soldati di carriera dotati delle competenze necessarie per gestire le armi sofisticate e le tecnologie avanzate di cui dispone l’esercito moderno.

 

Condividi. Facebook WhatsApp Twitter Telegram Email

Potrebbero interessarti anche

Referendum costituzionale sulla giustizia 2026: come hanno votato gli italiani all’estero: saranno decisivi?

23 Marzo 2026
Persona che vota

Elezioni, exit poll e instant poll: cosa sono, come funzionano e perché uno è più affidabile dell’altro

23 Marzo 2026
scritta porno sulla tastiera di un PC

Addio a Leonid Radvinsky: chi erediterà l’impero OnlyFans da 5 miliardi?

23 Marzo 2026
Facebook X (Twitter) Instagram
  • Home
  • Chi siamo
  • Staff e redazione
  • Contatti
  • Disclaimer
  • Cookie Policy
  • Privacy Policy
© 2026 CultWeb.it proprietà di Digital Dreams s.r.l. - Partita IVA: 11885930963 - Sede legale: Via Alberico Albricci 8, 20122 Milano Italy - [email protected] | Foto Credits: DepositPhotos

Questo blog non è una testata giornalistica, in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 07.03.2001

Digita qui sopra e premi Enter per cercare. Premi Esc per annullare.