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Home » Attualità » Sabrina Carpenter contro la Casa Bianca: “Non usate la mia musica per i vostri video disgustosi”

Sabrina Carpenter contro la Casa Bianca: “Non usate la mia musica per i vostri video disgustosi”

La popstar ha dichiarato con un post su X: "Disgustoso, non usate la mia musica". Si riapre il caso copyright artisti vs. Casa Bianca.
Tiziana MorgantiDi Tiziana Morganti3 Dicembre 2025Aggiornato:3 Dicembre 2025
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Il messaggio di Sabrina Carpenter
Il messaggio di Sabrina Carpenter (fonte: YouTube)

La popstar americana Sabrina Carpenter ha duramente condannato l’amministrazione di Donald Trump per l’utilizzo non autorizzato della sua canzone Juno in un video governativo pubblicato sui social. Il filmato, diffuso dall’account ufficiale della Casa Bianca, mostra agenti dell’ICE (Immigration and Customs Enforcement), l’agenzia federale che si occupa di controlli sull’immigrazione, mentre rincorrono, arrestano e ammanettano diverse persone.

Nel video, in sottofondo risuona un frammento specifico di Juno, in particolare la parte del testo dove la cantante allude a posizioni sessuali cantando “Have you ever tried this one?” (Avete mai provato questa?). La Casa Bianca ha deliberatamente distorto il significato originale della canzone, sovrapponendo questo verso alle immagini delle persone arrestate e ammanettate, creando un’associazione che ha scatenato l’immediata reazione dell’artista.

La risposta di Sabrina Carpenter è arrivata via X lo scorso 2 dicembre ed è stata senza mezzi termini. La cantante, infatti, ha definito il video “malvagio e disgustoso”, aggiungendo un monito chiaro:

Non coinvolgete mai più me o la mia musica a beneficio dei vostri piani disumani.

L’indignazione della popstar deriva dal contrasto stridente tra l’utilizzo politico del brano e il suo significato originale, che fa parte di una gag giocosa del suo Short n’ Sweet Tour. Durante i concerti, Sabrina Carpenter aveva l’abitudine di inscenare un finto arresto di membri del pubblico, spesso celebrità, dando loro delle manette rosa prima di eseguire Juno. La Casa Bianca ha stravolto questo gesto leggero e ironico, estrapolando una citazione dai testi per accompagnare scene di deportazione reale, un’operazione che l’artista ha vissuto come una manipolazione intollerabile della sua opera.

this video is evil and disgusting. Do not ever involve me or my music to benefit your inhumane agenda.

— Sabrina Carpenter (@SabrinaAnnLynn) December 2, 2025

La replica della portavoce della Casa Bianca, Abigail Jackson, non si è fatta attendere. Con un riferimento al titolo dell’album Short n’ Sweet della cantante, Jackson ha dichiarato:

Ecco un messaggio breve e dolce per Sabrina Carpenter. Non chiederemo scusa per il fatto di deportare criminali pericolosi, assassini illegali, stupratori e pedofili dal nostro Paese. Chiunque difenda questi mostri malati deve essere stupido, o forse solo lento di comprendonio.

Il caso di Sabrina Carpenter si inserisce in una lunga serie di conflitti tra artisti e l’amministrazione Trump sull’uso non autorizzato di materiale protetto da copyright. Solo il mese scorso, Olivia Rodrigo aveva criticato il Governo per aver utilizzato un frammento della canzone All-American Bitch in un filmato pubblicato sull’account Instagram del Dipartimento per la Sicurezza Interna che incoraggiava gli immigrati clandestini a lasciare volontariamente gli Stati Uniti. La popstar, di origini filippino-statunitensi, aveva condannato l’episodio in un commento poi rimosso:

Non usate mai le mie canzoni per promuovere la vostra propaganda razzista e piena di odio.

L’elenco degli artisti che hanno protestato contro l’uso improprio della loro musica da parte dell’amministrazione Trump è lungo e comprende nomi di primo piano della scena musicale internazionale. Beyoncé aveva impedito al tycoon di usare il brano Freedom, centrale nella campagna presidenziale di Kamala Harris, in un video per la campagna social che lo immortalava mentre scendeva da un aereo con quella colonna sonora in sottofondo. Dopo la diffida della popstar, il filmato era stato rimosso.

I Foo Fighters non avevano autorizzato l’allora candidato Repubblicano alla Presidenza degli Stati Uniti a utilizzare il brano My Hero durante un comizio nel quale aveva accolto sul palco Robert F. Kennedy Jr. Il gruppo aveva risposto con un netto “No” e aveva precisato che ai Foo Fighters non era stato chiesto il permesso e che, se lo avessero fatto, non lo avrebbero concesso. La band aveva poi destinato i proventi derivanti dall’uso improprio della canzone alla campagna elettorale dei Democratici Kamala Harris e Tim Waltz.

Anche il team di Céline Dion aveva negato che Donald Trump avesse diritto di usare il classico My Heart Will Go On. Nel 2020, Neil Young aveva fatto causa al tycoon per violazione di copyright per due canzoni usate senza autorizzazione. Altri artisti che hanno pubblicamente obiettato all’uso delle loro opere includono ABBA, Bruce Springsteen, Rihanna, Phil Collins, Pharrell, John Fogerty, R.E.M., Guns N’ Roses e Adele.

 

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