Dicembre è finalmente arrivato e con lui partono i rimborsi fiscali per chi ha presentato il modello 730 in autonomia, senza passare dal datore di lavoro o dall’ente pensionistico. Se anche tu hai scelto questa modalità, preparati: l’Agenzia delle Entrate sta iniziando a erogare le somme spettanti direttamente sui conti correnti dei contribuenti.
La procedura “senza sostituto d’imposta” riguarda diverse situazioni. Prima di tutto, chi non aveva più un lavoro attivo quando ha inviato la dichiarazione, pur avendo lavorato come dipendente durante l’anno fiscale precedente. Poi ci sono coloro il cui datore di lavoro non può gestire il conguaglio per motivi tecnici, chi era in procinto di andare in pensione al momento dell’invio e anche colf, badanti e lavoratori domestici, per i quali il datore di lavoro privato non può fare da intermediario fiscale.
Quando non c’è un sostituto d’imposta, il denaro non arriva tramite lo stipendio o la pensione ma viene trasferito direttamente dall’amministrazione fiscale. Il pagamento può avvenire sul conto bancario comunicato in precedenza oppure tramite un assegno vidimato di Poste Italiane, modalità quest’ultima che richiede tempi più lunghi.
Per sapere a che punto è la tua pratica, collegati all’area riservata del sito dell’Agenzia delle Entrate usando SPID, CIE o CNS. Nel Cassetto Fiscale puoi controllare l’esito della liquidazione del 730, l’importo che ti spetta e l’IBAN registrato per il pagamento. Se vedi scritto “In fase di liquidazione” o “pratica convalidata”, significa che sei quasi arrivato: il bonifico è in dirittura d’arrivo.

Chi ha visto comparire lo stato “convalidata” già dai primi giorni di novembre può aspettarsi il rimborso tra il 12 e il 20 dicembre. Le prime erogazioni riguardano soprattutto chi ha trasmesso la dichiarazione dal 15 maggio in poi e ha superato tutti i controlli interni senza intoppi.
La normativa prevede che chi presenta la dichiarazione entro i termini e comunica un IBAN valido riceve il rimborso entro sei mesi dalla scadenza per l’invio del 730. Per la campagna 2024 questo significa che i pagamenti si concentrano da dicembre 2024 fino a marzo 2025. Non esiste un calendario uniforme: l’attesa dipende da vari fattori.
I primi a ricevere il bonifico sono i contribuenti le cui pratiche non hanno fatto emergere anomalie durante le verifiche preventive. L’importo del rimborso conta molto: quando supera i 4.000 euro scattano controlli aggiuntivi che possono allungare i tempi. Oltre questa soglia, infatti, le verifiche diventano più approfondite e l’iter si complica.
Se vuoi accelerare il processo, devi assolutamente comunicare le tue coordinate bancarie. Quando compili il 730 precompilato senza sostituto, puoi inserire l’IBAN già durante la compilazione. Chi se ne è dimenticato può rimediare in tre modi: online attraverso l’area riservata dell’Agenzia delle Entrate, inviando il modulo tramite PEC dopo averlo firmato digitalmente, oppure consegnando il modulo cartaceo presso un ufficio territoriale con un documento di identità.
Senza l’IBAN, il rimborso viene erogato tramite assegno di Poste Italiane ma i tempi si allungano notevolmente. È cruciale che le coordinate bancarie siano corrette, che il conto sia attivo e che sia intestato proprio a te: un errore in questi dati può rallentare tutto o richiedere ulteriori procedure.
Attenzione: esistono situazioni in cui il pagamento può subire ritardi o addirittura blocchi. Dal 2024, quando hai debiti fiscali pregressi superiori a 500 euro, l’Agenzia delle Entrate può procedere con la compensazione forzosa, utilizzando il tuo rimborso per saldare le somme dovute. Altri motivi di blocco possono essere i controlli fiscali preventivi su posizioni che presentano incoerenze tra i dati dichiarati e quelli in possesso dell’amministrazione, oppure dichiarazioni presentate in ritardo.
Se qualcosa non quadra o hai dubbi, puoi chiedere chiarimenti chiamando il contact center dell’Agenzia delle Entrate o fissando un appuntamento presso un ufficio territoriale. I canali di supporto telefonico e gli sportelli fisici restano a disposizione di chi preferisce un contatto diretto.
La lentezza rispetto ai rimborsi erogati tramite sostituto d’imposta è legata alla natura stessa della procedura. Chi riceve il conguaglio in busta paga o con la pensione già da luglio ha indicato un datore di lavoro o un ente pensionistico incaricato delle operazioni. Per tutti gli altri, invece, l’istruttoria viene svolta direttamente dall’amministrazione fiscale e richiede inevitabilmente più passaggi burocratici e verifiche incrociate.
Il consiglio finale? Consulta con regolarità la tua area personale sul portale dell’Agenzia delle Entrate, verifica che tutti i dati siano corretti e che l’IBAN comunicato sia valido. La pazienza è necessaria, ma sapere come funziona il meccanismo ti permette di monitorare la situazione senza ansie.



