La vicenda della sparizione di Tatiana Tramacere, studentessa di psicologia e creator seguita da quasi 60mila persone, si è chiusa con un colpo di scena. Dopo dieci giorni di ricerche, la giovane è stata trovata viva il 4 dicembre: si nascondeva in un piccolo vano accessibile dal terrazzo della casa dell’amico Dragos Gheormescu, a Nardò.
La svolta è arrivata quando i carabinieri hanno perquisito l’abitazione del trentenne, mentre fuori si era radunata una folla convinta del peggio. Dentro, però, lo scenario era ben diverso: Tatiana era lì, impaurita ma illesa, nascosta al buio. Ai militari ha ripetuto soltanto: “Non ho fatto niente”
Dopo gli accertamenti all’ospedale Vito Fazzi di Lecce, nella notte la ragazza ha potuto riabbracciare i genitori, che hanno definito il ritrovamento “un regalo di Natale in anticipo”.
L’interrogatorio di Dragos ha però cambiato i contorni della storia. Il giovane ha spiegato che sarebbe stata Tatiana a chiedergli aiuto per allontanarsi, dicendo che si fidava solo di lui e che stava vivendo un periodo complicato, anche dal punto di vista della salute. Secondo il suo racconto, la studentessa voleva “staccare da tutto” per qualche giorno e avrebbe confermato questa versione anche ai carabinieri.
Dragos avrebbe provato a convincerla a interrompere l’isolamento, visto il clamore che la vicenda stava generando online e sui media. Intanto, le telecamere di zona avevano immortalato la coppia mentre si baciava e poi entrava insieme nella palazzina, diventando un punto chiave nelle indagini.
La denuncia di scomparsa era partita dai genitori quattro giorni dopo l’ultimo contatto, del 24 novembre. Nel frattempo, la storia era arrivata anche a “Chi l’ha visto?”: in diretta Dragos aveva confermato il sequestro del suo cellulare, mentre la famiglia raccontava che Tatiana avrebbe voluto raggiungere l’ex fidanzato a Brescia. Biglietti acquistati, viaggio mai iniziato.
La Procura aveva aperto un’inchiesta per istigazione al suicidio, un atto tecnico per poter procedere con le verifiche. Ora, con il ritrovamento della ragazza in buone condizioni, i magistrati dovranno capire se ci siano responsabilità penali legate all’allontanamento volontario e al grande dispiegamento di forze.
