Si è svolta in videocollegamento dall’ambasciata italiana in Thailandia la testimonianza chiave nel processo per tentata estorsione a Silvio Berlusconi. Al centro dell’udienza, la deposizione di Raissa Skorkina, modella russa considerata una delle cosiddette Olgettine, chiamata a riferire sulla presunta richiesta estorsiva di un milione di euro che Giovanna Rigato, ex concorrente del Grande Fratello, avrebbe avanzato all’ex premier.
La testimone, collegata via Teams con il Tribunale di Monza e assistita dall’avvocato Mirko Palumbo, ha confermato quanto già dichiarato ai magistrati di Milano in fase di indagini: “Rigato lo minacciava”, ha affermato davanti ai giudici. Secondo la ricostruzione fornita dalla Skorkina, avrebbe saputo delle presunte richieste estorsive sia da Berlusconi stesso sia dalla stessa Rigato, che avrebbe accompagnato all’incontro con il Cavaliere dove sarebbe stata avanzata la richiesta di denaro.
L’avvocato Palumbo ha spiegato che il tentativo di estorsione sarebbe consistito nel minacciare di rivolgersi al pubblico ministero per rilasciare dichiarazioni pregiudizievoli, peraltro prive di fondamento secondo la difesa, qualora Berlusconi non avesse provveduto dapprima ad acquistare una casa, richiesta poi mutata in quella di un milione di euro in denaro.

Giovanna Rigato è accusata di aver tentato di ottenere la somma lamentando i danni d’immagine subiti a causa del suo coinvolgimento nei vari procedimenti giudiziari legati alle vicende di Arcore e l’interruzione dei contributi economici che aveva ricevuto in passato. L’episodio contestato risalirebbe a un incontro del 2016 a Villa San Martino, ad Arcore.
Durante la sua testimonianza, Raissa Skorkina ha anche ripercorso i suoi rapporti personali con Berlusconi, raccontando di averlo conosciuto nel 2005 durante un concorso di bellezza a Porto Cervo. Da quell’incontro sarebbe nata una relazione durata circa quattro anni, nonostante entrambi fossero all’epoca sposati.
“Lui era geloso e non voleva che io continuassi a lavorare e facessi carriera, quindi facevo la casalinga e lui si occupava delle mie necessità”, ha dichiarato la modella russa. La teste ha inoltre affermato di non aver mai partecipato ai festini con altre ragazze e di non saperne nulla in merito.
La deposizione della Skorkina era considerata fondamentale dagli avvocati di parte civile, che rappresentano i figli del Cavaliere, subentrati nel procedimento dopo il decesso del padre. Il tribunale di Monza aveva stabilito l’onere, in capo agli avvocati dei Berlusconi, di far comparire la donna in aula o comunque di organizzare un’audizione con validità legale.
L’avvocato Palumbo ha sottolineato che l’esame si è svolto presso l’ambasciata italiana con la massima trasparenza e che la sua assistita, coimputata nel processo di appello bis dell’inchiesta Ruby ter, ha ribadito le dichiarazioni già rese in fase investigativa, confermando l’esistenza di un tentativo di estorsione ai danni di Silvio Berlusconi.
Il processo riprenderà a marzo con l’audizione dei testimoni della difesa. Tra i nomi indicati potrebbe comparire anche quello di Karima El Mahroug, conosciuta come Ruby, già protagonista di altri procedimenti legati alle vicende giudiziarie dell’ex premier.



