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Home » Attualità » Dal debutto con Abbado al malore alla Scala: chi è Riccardo Chailly, il direttore d’orchestra che ha fatto entrare Beethoven nelle classifiche pop

Dal debutto con Abbado al malore alla Scala: chi è Riccardo Chailly, il direttore d’orchestra che ha fatto entrare Beethoven nelle classifiche pop

Il direttore d'orchestra Riccardo Chailly ha accusato un malore alla Scala durante Una Lady Macbeth ed è stato trasportato al Monzino. Storia e carriera del maestro milanese.
Gabriella DabbeneDi Gabriella Dabbene11 Dicembre 2025
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Riccardo Chailly
Riccardo Chailly (fonte: Youtube Светлана Рапопорт)

Ieri sera il Teatro alla Scala di Milano ha vissuto un momento di grande apprensione quando Riccardo Chailly, direttore musicale del teatro, ha accusato un malore durante la seconda rappresentazione di Una Lady Macbeth del distretto di Mcensk di Dmitrij Šostakovič. Lo spettacolo è stato interrotto dopo il secondo atto, con il maestro visibilmente affaticato che è stato assistito dalla guardia medica presente in teatro e successivamente trasportato al Centro Cardiologico Monzino di Milano.

Secondo le informazioni diffuse dalla moglie Gabriella in un messaggio ai professori d’orchestra, i valori di Chailly sono buoni e al maestro verrà modificata la terapia. Il direttore d’orchestra ha trascorso la notte in osservazione presso il centro cardiologico milanese, mantenendo sempre assoluta lucidità e salutando la folla che lo applaudiva mentre lasciava il teatro.

L’episodio di ieri sera non è il primo problema di salute per il maestro, che convive da tempo con problemi cardiaci che è costretto a tenere sotto controllo. Già nel 2008 Chailly era stato ricoverato all’ospedale Niguarda di Milano ed era stato sottoposto a tre settimane di trattamenti cardiologici. Nel 2023 aveva dovuto rinunciare al concerto inaugurale del Festival di Lucerna a causa di un’operazione dopo un malore, e a febbraio 2025 non aveva partecipato alla tournée della Filarmonica della Scala per motivi di salute, venendo sostituito da Lorenzo Viotti.

Nato a Milano il 20 febbraio 1953 da una famiglia di musicisti, Riccardo Chailly è figlio del compositore Luciano Chailly e fratello maggiore dell’arpista e compositrice Cecilia Chailly. La sua formazione musicale avviene nei conservatori di Perugia, Roma e Milano, a cui seguono gli studi di direzione d’orchestra con Franco Ferrara a Siena. All’età di vent’anni diventa assistente di Claudio Abbado al Teatro alla Scala di Milano, un’esperienza che segnerà profondamente la sua carriera.

Nel 1974, a soli ventun anni, Chailly esordisce come direttore d’orchestra con Madama Butterfly a Chicago. Il debutto alla Scala come direttore avviene nel 1978 con la ripresa de I Masnadieri di Giuseppe Verdi. Da quel momento la sua carriera decolla rapidamente, portandolo a dirigere nei più prestigiosi teatri lirici del mondo: la Staatsoper di Vienna, il Metropolitan Opera di New York, la Royal Opera House di Londra, il Festival di Salisburgo, l’Opera di Zurigo e la Bavarian State Opera di Monaco di Baviera.

Nel corso della sua carriera, Chailly ha diretto numerosissime orchestre sinfoniche internazionali, tra cui i Berliner Philharmoniker, i Wiener Philharmoniker, l’Orchestra del Gewandhaus di Lipsia, la London Symphony Orchestra, la New York Philharmonic Orchestra, l’Orchestra di Cleveland, la Philadelphia Orchestra, la Chicago Symphony Orchestra e l’Orchestre de Paris. Dal 2015 Riccardo Chailly ricopre il ruolo di direttore musicale del Teatro alla Scala, sostituendo Daniel Barenboim, e dal 2016 dell’Orchestra del Festival di Lucerna, dove ha preso il posto di Claudio Abbado.

 

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La discografia di Chailly è particolarmente ricca e prestigiosa. Legato da un contratto in esclusiva con la casa discografica Decca, tra le sue registrazioni annovera i cicli delle sinfonie di Gustav Mahler e Anton Bruckner e l’opera omnia di Edgard Varèse. A fine 2011 è stata pubblicata l’integrale delle sinfonie di Beethoven con l’Orchestra del Gewandhaus di Lipsia, che ha ricevuto numerosi riconoscimenti dalla critica per l’approccio rivoluzionario nella scelta dei tempi e la forza espressiva dell’esecuzione.

Questo ciclo sinfonico beethoveniano ha ottenuto un successo commerciale straordinario per la musica classica: nell’ottobre 2011 si è piazzato al numero 48 della classifica Top 100 dei CD pop più venduti in Italia, segnando la prima volta che un cofanetto classico da cinque CD raggiungeva questo traguardo. Nel Regno Unito il ciclo è arrivato al primo posto della classifica classica.

Nel novembre del 2011 i concerti per clavicembalo BWV 1052-1056 di Johann Sebastian Bach con Ramin Bahrami hanno raggiunto il diciassettesimo posto nella classifica pop dopo appena due settimane dalla pubblicazione, totalizzando nove settimane consecutive di presenza e oltre diecimila copie vendute solo in Italia: un record assoluto per una registrazione bachiana. Nel dicembre 2012 l’album Viva Verdi Ouvertures e Preludi con l’Orchestra Filarmonica della Scala è entrato alla cinquantaduesima posizione della classifica pop, dominando i primi nove mesi del 2013 nella musica classica italiana.

Lo spettacolo di mercoledì sera che ha dovuto interrompere è particolarmente impegnativo per durata e complessità. Chailly aveva più volte definito Una Lady Macbeth del distretto di Mcensk un’opera al limite dell’eseguibile, sottoponendo direttore, cantanti e orchestra a uno sforzo fisico duraturo e intenso. Durante la prima del 7 dicembre scorso lo spettacolo era filato liscio concludendosi con un trionfo e più di undici minuti di applausi. Il maestro aveva dichiarato che mettere in scena questo capolavoro censurato da Stalin nel 1936 non era un atto di coraggio ma un atto dovuto verso un’opera che ha perso tempo per vicende storiche.

Prossimamente Chailly è atteso da un Nabucco di Giuseppe Verdi con Luca Salsi, Francesco Meli e Anna Netrebko, seguito dagli impegni sinfonici con la Filarmonica della Scala, tra cui il tradizionale concerto in piazza del Duomo.

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