Sono ore frenetiche quelle che si stanno vivendo a Sydney, in Australia, dopo l’agguato a Bondi Beach durante la festa di Hannukkah. Secondo quanto riferiscono fonti locali come Sky News Australia ci sarebbero almeno 12 morti e 29 feriti. Il bilancio sarà più certo nelle prossime ore. Intanto continuano ad apparire sui social video di quello che sembra essere a tutti gli effetti un attentato di matrice antisemita. In uno di questi, una persona riesce a togliere dalle mani del killer l’arma.
Dopo aver disarmato il killer, l’uomo decide deliberatamente di non colpirlo in alcun modo. Invece di utilizzare violenza contro l’attentatore ormai inerme, appoggia con calma il fucile a un albero e lascia che l’uomo si allontani, spostandosi sul ponte, dove si trovava il suo complice.
Ora sappiamo anche chi è l’eroe: si chiama Ahmed al Ahmed, è islamico, ha 43 anni, ed è proprietario di un negozio di frutta nel sobborgo di Sutherland. Ha due figli, non ha alcuna esperienza con le armi, e ora si trova in ospedale, perché è rimasto ferito da colpi d’arma da fuoco al braccio e alla mano.
Le dinamiche dell’attacco sono state documentate da molteplici angolazioni. Altri filmati mostrano gli spari e le persone in fuga dalla spiaggia, scene di panico che contrastano drammaticamente con l’immagine abituale di Bondi Beach come destinazione turistica e luogo di svago. Le autorità australiane hanno avviato le indagini per ricostruire l’esatta sequenza degli eventi e identificare eventuali motivazioni dietro l’attentato. Il primo pensiero è stato quello di un attentato di matrice anti semita, considerato il fatto che l’agguato sia avvenuto durante una celebrazione ebraica, ma è tutto in divenire.



