Il caso dell’omicidio di Garlasco è tornato protagonista nelle aule del tribunale di Pavia con un evento inaspettato: Alberto Stasi, l’uomo condannato definitivamente a 16 anni di carcere per aver ucciso la fidanzata Chiara Poggi, ha fatto la sua comparsa all’udienza dell’incidente probatorio. Una presenza autorizzata dal Tribunale della Sorveglianza, ma con una condizione precisa: non poteva parlare.
Stasi è stato condannato per l’omicidio della ventiseienne, avvenuto il 13 agosto 2007 nella villetta di famiglia a Garlasco. Oggi però le indagini hanno preso una nuova direzione: sul banco degli indagati c’è Andrea Sempio, accusato di aver partecipato all’omicidio insieme ad altri.
Durante l’udienza di oggi, la genetista della Polizia Scientifica Denise Albani illustrerà alla giudice Daniela Garlaschelli i risultati della sua analisi sul materiale genetico rinvenuto sotto le unghie della vittima. La perizia, consegnata alle parti il 3 dicembre scorso, evidenzia una “compatibilità forte e moderata” tra due campioni e il cromosoma Y di Andrea Sempio, cioè la linea genetica paterna.
Questi risultati confermerebbero quanto già emerso da esami precedenti condotti dal genetista Carlo Previderé, che avevano spinto la Procura di Pavia ad accusare Sempio di omicidio lo scorso marzo. Il documento della perita Albani, che si estende per quasi 100 pagine, ha ricevuto interpretazioni completamente opposte dalle parti coinvolte.

La difesa di Sempio, rappresentata dagli avvocati Liborio Cataliotti e Angela Taccia, contesta duramente la validità scientifica della perizia. Secondo loro, il dato genetico non può essere considerato una prova affidabile perché non è stato possibile replicare il risultato con esito identico. Cataliotti ha dichiarato fuori dall’aula che la traccia genetica potrebbe essere “mediata”, ovvero lasciata da Sempio in casa Poggi toccando un oggetto molto tempo prima dell’omicidio. La difesa sottolinea inoltre che non si può stabilire dove, come e quando sia avvenuto il contatto che ha depositato il DNA sulle unghie della vittima.
Di tutt’altro avviso sono la Procura e i legali di Stasi. I pubblici ministeri guidati da Fabio Napoleone considerano i risultati della perizia Albani come una conferma solida delle loro ipotesi investigative. Anche gli avvocati di Stasi, Giada Bocellari e Antonio De Rensis, che già dal 2016 avevano individuato in Sempio il possibile responsabile di quelle tracce genetiche, ritengono la perizia un “punto fermo” nel caso.
Particolarmente critica è invece la posizione dei familiari di Chiara Poggi. I loro legali, Gian Luigi Tizzoni e Francesco Compagna, sostengono attraverso il loro consulente genetista Marzio Capra che i metodi utilizzati dalla perita Albani non sarebbero scientificamente affidabili. Questa posizione aveva già creato tensioni nelle udienze precedenti, tanto che il procuratore aggiunto Stefano Civardi aveva parlato di “mondo al contrario”, criticando il fatto che i rappresentanti della famiglia della vittima sembrino difendere l’indagato anziché sostenere l’accusa.
L’udienza di oggi non dirà se Andrea Sempio sia colpevole o innocente dell’omicidio di Chiara Poggi. Sarà invece un passaggio tecnico fondamentale: avvocati e consulenti potranno interrogare la perita Albani sui metodi di analisi e sulle procedure utilizzate, ma i risultati scritti nel documento rimangono invariati.



