Nelle scorse ore, il Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti ha reso pubblico un nuovo fascicolo di documenti sul caso Jeffrey Epstein, il finanziere morto suicida in carcere nel 2019 mentre attendeva il processo per traffico di minorenni. Nonostante i file siano parzialmente oscurati da omissis, le note scritte a mano dagli agenti dell’FBI rivelano dettagli scioccanti sulla “logistica” dell’orrore orchestrata da Epstein, confermando che il predatore non solo cercava attivamente bambine, ma imponeva criteri estetici e razziali precisi ai suoi reclutatori.
Tra i documenti più significativi spicca il file identificato con il codice EFTA00004179: contiene 13 pagine di note scritte a mano dal bureau durante un interrogatorio del 2 maggio 2019. Il nome del testimone è stato oscurato, ma il contenuto è chiaro e devastante.
Secondo quanto riportato nelle note, Epstein aveva preferenze molto specifiche riguardo all’età e all’etnia delle vittime. Il testimone ha raccontato di un periodo in cui stavano “finendo le ragazze” disponibili. Quando venne presentata a Epstein una ragazza dominicana dalla pelle più scura, lui la rifiutò categoricamente.
Le note riportano testualmente che “JE non voleva ragazze spagnole o scure” (le iniziali JE si riferiscono a Jeffrey Epstein). Il reclutatore avrebbe fatto presente di avergli “portato ragazze giovani”, ma Epstein si lamentò dicendo “sì, ma non scure”.
Un passaggio ancora più inquietante dimostra la premeditazione del crimine: il testimone dichiarò di aver visto Epstein chiedere un documento d’identità a una ragazza “per assicurarsi che avesse meno di 18 anni”, perché non ci credeva visto che in passato erano state portate ragazze più grandi. Questa rivelazione conferma che il finanziere cercava attivamente minorenni e verificava la loro età.
Le note descrivono anche comportamenti violenti durante gli incontri, con Epstein che faceva “rumori strani” e toccava le vittime “in modo violento”. Il documento include riferimenti a luoghi specifici di New York: l‘appartamento sulla 41esima strada a Manhattan, Rochester, Brighton Beach e persino un ballo di fine anno di una scuola superiore.
Marina Lacerda, un’immigrata brasiliana identificata come “Minore-Vittima 1” nell’atto d’accusa federale, è stata una testimone centrale del caso. Ha raccontato pubblicamente per la prima volta lo scorso settembre gli abusi subiti da Epstein dall’età di 14 anni. La sua testimonianza fu determinante per l’incriminazione del finanziere.
Epstein si suicidò in carcere a New York nell’agosto 2019. Anche Jean-Luc Brunel, che aveva fondato un’agenzia di modelle finanziata da Epstein, si tolse la vita in una prigione parigina nel febbraio 2022. Brunel era accusato di aver fornito più di mille ragazze a Epstein per rapporti sessuali.
I documenti rilasciati rappresentano solo una parte degli atti in possesso del governo. Diversi legislatori americani, sia democratici che repubblicani, continuano a chiedere una divulgazione completa e non censurata di tutti i file. La Casa Bianca ha definito questo rilascio una prova della trasparenza dell’amministrazione Trump, ma molti sostengono che le censure eccessive impediscano di fare piena luce su uno dei casi di sfruttamento sessuale più gravi della storia americana recente.



