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Home » Attualità » Caos pensioni spiegato bene: cos’è cambiato nelle ultime ore e cosa succederà oggi alla Legge di Bilancio 2026

Caos pensioni spiegato bene: cos’è cambiato nelle ultime ore e cosa succederà oggi alla Legge di Bilancio 2026

La manovra 2026 arriva in Senato dopo il caos pensioni. Governo e Lega si sono scontrati duramente: ecco cosa è successo e cosa contiene.
Francesca FiorentinoDi Francesca Fiorentino22 Dicembre 2025
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Palazzo Madama
Palazzo Madama (foto di Sergio D’Afflitto, CC BY-SA 4.0/ Wikimedia Commons)

Oggi, 22 dicembre 2025, alle 9:30 del mattino la legge di Bilancio 2026 arriverà in Aula al Senato per la votazione finale. Un traguardo raggiunto dopo giorni che il sottosegretario all’Economia Federico Freni ha definito “accidentati”, un eufemismo per descrivere il vero e proprio caos scoppiato nella maggioranza sul tema delle pensioni.

La quarta manovra economica del governo Meloni, approvata dal Consiglio dei ministri il 17 ottobre scorso, vale complessivamente 18,7 miliardi di euro e deve essere approvata entro Natale per evitare l’esercizio provvisorio, cioè una situazione di emergenza che scatterebbe il 31 dicembre. Dopo il voto del Senato di oggi, il provvedimento passerà alla Camera per l’approvazione definitiva prevista per il 30 dicembre, davvero all’ultimo momento utile.

Le ultime settimane sono state segnate da uno scontro durissimo all’interno della maggioranza. Il Ministero dell’Economia aveva inserito nella manovra un maxi-emendamento da 3,5 miliardi di euro che conteneva aiuti alle imprese ma anche modifiche sulle pensioni che avrebbero reso più difficile lasciare il lavoro in anticipo.

Il primo punto critico riguardava il riscatto della laurea: attualmente chi vuole andare in pensione prima può “riscattare” gli anni di università come se fossero anni di lavoro, pagando dei contributi. La norma proposta avrebbe ridotto gradualmente il valore di questo riscatto ai fini della pensione anticipata, rendendo più difficile uscire prima dal mondo del lavoro.

Il secondo aspetto toccava le finestre mobili: i mesi di attesa obbligatori tra il momento in cui si maturano i requisiti per la pensione anticipata e quando si può effettivamente smettere di lavorare. Il governo voleva allungarle progressivamente, aggiungendo altro tempo di attesa.

 

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La Lega si è opposta ferocemente. Il senatore Claudio Borghi in Commissione bilancio ha annunciato che il suo partito non avrebbe votato l’intero pacchetto se quelle norme fossero rimaste. Il vicepremier Matteo Salvini ha definito le misure come decisioni “di alcuni tecnici” che volevano allungare l’età pensionabile e “mettere altri mesi sulla schiena degli italiani”.

La premier Giorgia Meloni, che in quei giorni era a Bruxelles per un Consiglio europeo sull’Ucraina, al suo ritorno ha convocato un vertice d’emergenza a Palazzo Chigi con gli alleati e il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti. Ha espresso la sua irritazione per il pasticcio, chiedendo di risolvere tutto velocemente.

Per ore non è stato chiaro cosa sarebbe successo. Il governo ha presentato una prima versione modificata dove la norma sul riscatto della laurea sembrava solo ridimensionata, non eliminata. Il ministro Giorgetti ha spiegato che avrebbe colpito solo chi faceva il riscatto dal 2026 in poi, salvando i “diritti acquisiti”.

Ma il senatore leghista Borghi ha immediatamente smentito il suo stesso ministro (entrambi dello stesso partito), sostenendo che la norma era stata “cancellata totalmente”. Questa contraddizione ha creato ancora più confusione, dimostrando che all’interno della maggioranza non c’era accordo nemmeno tra colleghi.

Dopo due giorni di polemiche e una notte di riunioni, è arrivata la decisione: stralciare quasi tutto il maxi-emendamento. Le misure sulle pensioni più contestate sono state eliminate, mentre gli aiuti alle imprese sono stati spostati in un decreto legge separato da approvare nei giorni successivi.

Salvini ha cercato di minimizzare: “Nessun rischio di crisi di governo, ho semplicemente detto di no all’allungamento dell’età pensionabile e di chiedere altri soldi altrove”. Il leader leghista ha rivendicato di aver chiesto 10 miliardi alle banche per evitare che peggiorassero le condizioni pensionistiche.

Il cuore della legge di Bilancio 2026 riguarda il taglio dell’Irpef per i redditi medi: per chi guadagna fino a 50 mila euro lordi all’anno, l’aliquota scende dal 35% al 33%. Si tratta di un alleggerimento fiscale che dovrebbe lasciare qualche soldo in più in busta paga.

Arriva anche una nuova rottamazione delle cartelle esattoriali, la quinta, con 54 rate bimestrali da minimo 100 euro ciascuna spalmate su 9 anni. Per chi ha debiti con il fisco, un’altra possibilità di rimettersi in regola.

Sul fronte pensioni, nonostante il passo indietro sulle norme più controverse, restano comunque alcune strette. Vengono colpiti i lavoratori precoci e usuranti, con tagli all’anticipo pensionistico che aumentano di 50 milioni nel 2033 e di 100 milioni dal 2034. Viene cancellata la possibilità di computare le rendite di previdenza complementare per raggiungere gli importi mensili necessari per la pensione di vecchiaia con almeno 20 anni di contributi.

Per le famiglie ci sono diverse novità. La prima casa viene esclusa dal calcolo dell’Isee con una franchigia di 91.500 euro, aumentata di 2.500 euro per ogni figlio dopo il primo. I bonus per ristrutturazioni ed efficientamento energetico restano al 50% per la prima casa durante tutto il 2026, ma scenderanno al 36% dal 2027.

Cambia anche la tassazione sugli affitti brevi: la cedolare secca resta al 21% per la prima casa e al 26% per la seconda, ma dal terzo immobile in poi scatta la tassazione come reddito d’impresa. Una mossa per limitare la proliferazione degli affitti turistici.

Dal primo gennaio 2026 parte la cosiddetta “tassa sui pacchi”: 2 euro fissi su tutte le spedizioni di valore inferiore ai 150 euro provenienti da Paesi fuori dalla Ue. La Ragioneria Generale stima circa 327 milioni di spedizioni coinvolte ogni anno, un tentativo di frenare lo shopping su piattaforme come Shein o Temu.

Sul fronte fiscale, raddoppia la Tobin tax sulle transazioni finanziarie (dallo 0,02% allo 0,04%). A banche e assicurazioni vengono chiesti circa 11 miliardi nel prossimo triennio tra aumento dell’Irap e riduzione della deducibilità sulle perdite.

Per le imprese arrivano 1,3 miliardi per il credito d’imposta Transizione 4.0 e oltre 500 milioni per chi ha fatto domanda per la Zes unica. Confermato dal 2026 l’iperammortamento triennale, anche se salta la maggiorazione al 220% per gli investimenti green.

Novità anche per le scuole paritarie: bonus fino a 1.500 euro per le famiglie con Isee fino a 30 mila euro che scelgono queste scuole per medie e biennio delle superiori. Le stesse scuole ottengono l’esenzione Imu se chiedono rette inferiori al costo medio per studente.

Sul trattamento di fine rapporto si estende la platea delle aziende che dovranno conferire il Tfr al fondo Inps. Nel biennio 2026-2027 toccherà a quelle con almeno 60 dipendenti, poi a quelle con 50 e dal 2032 anche a quelle con 40. Per i neoassunti da luglio scatterà l’adesione automatica alla previdenza complementare, con 60 giorni per comunicare una scelta diversa.

 

 

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