Dopo oltre quattro secoli di onorato servizio, la Danimarca ha deciso di archiviare definitivamente le lettere cartacee, diventando la prima nazione al mondo a cancellare la distribuzione della posta ordinaria a domicilio. Questo passaggio epocale è stato sancito dalla consegna dell’ultima missiva da parte di PostNord, l’operatore nazionale, che chiude così un’era iniziata nel lontano Seicento.
Il motivo dietro questa scelta radicale è puramente pratico: la società danese è tra le più tecnologizzate del pianeta. Ormai quasi ogni comunicazione ufficiale, dalle bollette ai documenti governativi, viaggia esclusivamente via web. Il volume delle buste affrancate è crollato drasticamente, schiacciato da un lato dalle e-mail e dall’altro dall’esplosione dei pacchi legati agli acquisti online, che restano l’unico settore fisico in forte espansione per le poste.

Questa rivoluzione ha però un costo sociale ed estetico. L’azienda ha infatti pianificato il licenziamento di circa 1.500 dipendenti e la rimozione di altrettante storiche cassette postali rosse. Proprio questi iconici contenitori sono diventati oggetti del desiderio: messi in vendita per beneficenza, sono andati a ruba tra i cittadini disposti a pagare centinaia di dollari pur di conservare in giardino un pezzo di storia nazionale.
Chi vorrà ancora spedire qualcosa di cartaceo non troverà più la buca delle lettere sotto casa, ma dovrà recarsi in appositi punti di raccolta presso i negozi di quartiere. Da lì, il trasporto sarà gestito da corrieri privati. Lo Stato danese può permettersi una simile mossa perché ha costruito negli anni un’infrastruttura digitale pubblica solidissima, dove ogni cittadino interagisce con le istituzioni tramite portali sicuri e certificati.
La domanda che ora agita il resto del continente riguarda l’effetto domino. Mentre nazioni come la Danimarca corrono veloci, altri Paesi — inclusa l’Italia — avanzano con ritmi diversi. Sebbene la digitalizzazione sia un processo inarrestabile, la nostra dipendenza dalla carta e le differenze generazionali nell’uso della tecnologia rendono, per il momento, difficile immaginare un addio totale ai postini. Tuttavia, il “caso danese” traccia una strada che molti governi osserveranno con estrema attenzione nei prossimi anni.



