La notte di Capodanno si è trasformata in tragedia a Crans-Montana, rinomata località sciistica del Canton Vallese svizzero. Un violento incendio ha travolto il locale La Constellation portando via almeno 47 vite e lasciando oltre cento persone con gravi ustioni. Il dato più straziante è che la maggior parte delle vittime erano adolescenti e giovani adulti, ragazzi tra i sedici e i vent’anni che avevano scelto quel posto per brindare all’arrivo del 2026. Durante il telegiornale delle 20 di giovedì 1 gennaio su La7, è accaduto qualcosa di raro in televisione. Guy Chiappaventi, inviato esperto che ha raccontato guerre e criminalità organizzata per decenni, si è trovato di fronte a un dolore troppo grande da contenere. Mentre descriveva la scena da Crans-Montana, la sua voce ha iniziato a spezzarsi. “È la strage di Capodanno ed è una strage di ragazzi, tra i sedici e i vent’anni”, ha detto prima che l’emozione prendesse il sopravvento. Con umiltà, si è rivolto ai telespettatori: “Vi prego di scusarmi, adesso riprendo”.
È uno di quei casi in cui c’è il cuore, oltre che il mestiere #CransMontana #Svizzera pic.twitter.com/HItq7Wz9RL
— Andrea Conti ⚡️ (@IlContiAndrea) January 1, 2026
Quel momento ha svelato il peso emotivo che grava su chi deve raccontare disastri di tale portata, soprattutto quando a morire sono vite appena sbocciate. Non si trattava solo di numeri da comunicare, ma di giovani che potrebbero essere i figli, i nipoti o gli studenti di chiunque.
Sui social network sono arrivati centinaia di messaggi di solidarietà verso il cronista. “L’ho visto in diretta mi si è stretto il cuore, che dolore, che inizio di anno orribile”, ha scritto qualcuno. Altri hanno apprezzato quella fragilità mostrata senza nasconderla: “Onore alla sua sensibilità”. I commenti fotografano lo sgomento collettivo davanti a una catastrofe che ha portato via decine di ragazzi proprio nel momento in cui festeggiavano. “La morte peggiore per dei giovani innocenti. Una disgrazia senza senso inaccettabile”, è uno dei pensieri più condivisi.
Chiappaventi ha dedicato la carriera a documentare eventi drammatici in ogni angolo del mondo. Eppure, di fronte all’enormità di questa tragedia, persino l’esperienza si è dovuta arrendere all’empatia umana.



