Il 2 gennaio 2026 segna un nuovo inizio per Fausto Zanardelli. Con l’uscita del singolo A tanto così, l’artista inaugura il suo progetto solista Fausto_Lama dopo dieci anni di esperienza con i Coma Cose, il duo formato insieme a Francesca Mesiano. Una doppia ripartenza, artistica e personale, che arriva dopo l’annuncio dello scorso ottobre della fine sia del progetto musicale sia della relazione sentimentale tra i due artisti, sposatisi appena nel febbraio 2025.
Nel nuovo brano, Fausto parla apertamente di Francesca, descritta come quella ragazza che scintilla ma che è andata a scuola di calci nel cuore. Una scelta di sincerità che l’artista rivendica con forza:
Certo che è lei. Parte tutto dalla sincerità e dall’esigenza di non nascondersi. Mi sento un cantautore e quindi parlo del mio vissuto. Lasciare quel tema in sospeso sarebbe stato una sconfitta da autore.
La canzone, dunque, rappresenta per lui un modo per affermare la propria esistenza artistica e dissacrare le derive gossip, parlando attraverso la musica piuttosto che rispondendo ai commenti sui social. Le cause della rottura affondano le radici in una crisi creativa che precedeva quella sentimentale.
Il progetto era già collassato a livello creativo. Avevamo detto che Vita fusa, uscito dopo Sanremo 2025, sarebbe stato l’ultimo disco insieme. La cosa più importante era tutelare la coppia, chiudere fuori il mondo e dire basta al progetto artistico.
Tuttavia, i due artisti si sono resi conto che la musica era diventata il collante principale della loro relazione e che il sentimento si era già assopito. E Fausto non usa mezzi termini nel descrivere la pericolosità di mescolare vita professionale e sentimentale:
Mischiare amore e musica è pericolosissimo. A un certo punto si fondono, una diventa il simulacro dell’altra e non sai più di cosa sei innamorato: di una canzone, di una proiezione. Si erano mescolate troppo le cose. Se hai dei problemi sul lavoro finisce che alla sera a casa parli ancora di quello, perdi lucidità, non ti rilassi mai, si crea una tensione che ti manda in burnout.
L’artista definisce l’esperienza dei Coma Cose come una bellissima gabbia, un paradosso che racchiude anni di successi ma anche la progressiva perdita di identità personale. La dinamica del duo aveva portato Zanardelli a sentirsi marginalizzato:
In un percorso a due ci si plasma a vicenda e si mette da parte il profilo personale. Il cinismo e l’ironia che sono la mia cifra erano rimasti indietro. La gente vedeva la leader Francesca e diceva ‘ma lui che fa?’. Avevo fatto passi indietro al punto che mi sentivo il ghost writer di una coppia.
Oggi tra Fausto e Francesca sono rimasti amici provando del rispetto, ma manca la componente essenziale, ossia la benzina per una relazione sentimentale. Sulla possibilità di un ritorno dei Coma Cose, però, l’artista non chiude completamente la porta una volta che si saranno riappropriati della rispettiva individualità artistica e personale.



