Si è spenta questa mattina a Roma Valeria Fedeli, figura di riferimento del sindacalismo italiano e ministra dell’Istruzione dal 2016 al 2018. Aveva 76 anni. L’annuncio è arrivato dalla famiglia.
Nata a Treviglio il 29 luglio 1949, Fedeli ha dedicato oltre quarant’anni alla difesa dei diritti dei lavoratori e alla giustizia sociale, lasciando un’impronta profonda nelle istituzioni italiane.
Il suo impegno comincia alla fine degli anni Settanta, quando si trasferisce a Milano per studiare Scienze sociali. Qui entra in contatto con il movimento studentesco e il femminismo, iniziando l’attività sindacale nella Cgil come rappresentante delle maestre d’asilo nel Consiglio dei delegati del Comune. Nel 1982 si trasferisce a Roma per assumere ruoli di maggiore responsabilità nel settore del pubblico impiego.
La carriera sindacale raggiunge il picco nel 2000, quando diventa segretaria generale della Filtea-Cgil, il sindacato dei lavoratori tessili, ruolo che mantiene per dieci anni. Dal 2001 al 2012 guida anche il sindacato tessile europeo. Nel 2007 persino il Wall Street Journal le dedica un articolo, evidenziando il suo approccio pragmatico: meno scontri, più accordi concreti.
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Nel 2013 viene eletta senatrice come capolista del Partito democratico in Toscana. Il suo arrivo a Palazzo Madama è subito da protagonista: diventa vicepresidente del Senato con funzione vicaria, raccogliendo 134 voti dai colleghi. Tra gennaio e febbraio 2015 presiede temporaneamente l’aula, sostituendo Pietro Grasso.
Il suo impegno parlamentare si concentra in particolare sulla Commissione Difesa e sulla commissione contro le contraffazioni. È sua la prima firma per istituire una Commissione parlamentare sul fenomeno dei femminicidi, testimonianza della battaglia costante per la parità di genere. A Montecitorio era soprannominata affettuosamente “la rossa”, per il colore dei capelli ma anche per le sue radici politiche a sinistra.
A dicembre 2016 Paolo Gentiloni la nomina ministra dell’Istruzione, Università e Ricerca, incarico che mantiene fino a giugno 2018. Come ministra si distingue per l’attenzione verso integrazione, inclusione e rispetto di genere. La FLC CGIL sottolinea come abbia ricostruito il dialogo con il mondo della scuola dopo anni difficili.
Il risultato più significativo? Il rinnovo del contratto collettivo dei lavoratori della scuola, bloccato da un decennio. Un traguardo che ha migliorato le condizioni di lavoro e riconosciuto i diritti di insegnanti e personale scolastico.
Nonostante la carriera nazionale, Fedeli non ha mai dimenticato Treviglio. “Qui ho ancora amiche e parenti, ho fatto le elementari, ho bellissimi ricordi. Treviglio mi emoziona sempre”, raccontava nel 2015. Era sposata con Achille Passoni, ex commissario Pd in Sardegna.
La sua scomparsa ha unito nel dolore tutto il mondo politico. La premier Giorgia Meloni scrive sui social: “Ha sempre vissuto con convinzione e passione il suo impegno in politica, nel mondo della scuola e del sindacalismo”. L’ex premier Paolo Gentiloni la ricorda come “una donna coraggiosa, battagliera, capace di dialogo”.
La segretaria del Pd Elly Schlein evidenzia il “contributo insostituibile di impegno, di rara profondità e di grande intelligenza” che Fedeli ha dato come politica, ministra, sindacalista e femminista.
Anche Matteo Renzi la saluta con affetto: “Una donna intelligente, sensibile e molto lucida. Era facile volerle bene ed era bello farlo”. Il presidente del Senato Ignazio La Russa esprime le condoglianze dell’istituzione, mentre il ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara sottolinea il suo “impegno appassionato e sincero”.
Messaggi di cordoglio arrivano da Carlo Calenda, che la definisce “un’amica” impegnata tutta la vita per l’emancipazione femminile, da Pier Ferdinando Casini (“una donna meravigliosa, una parlamentare esemplare”), da Matteo Salvini, Maurizio Lupi e dagli esponenti del Movimento 5 Stelle.
L’assemblea dei parlamentari democratici si è raccolta in un minuto di silenzio. La capogruppo Pd alla Camera Chiara Braga promette: “Nei prossimi giorni ricorderemo il suo impegno nelle istituzioni e nel paese”.
La FLC CGIL la saluta come “una donna forte, determinata e appassionata”, che ha contribuito a creare un ambiente scolastico più giusto e inclusivo, dove ogni studente e ogni lavoratore potesse sentirsi valorizzato e rispettato.
