Le ricerche di Annabella Martinelli si sono concluse nel peggiore dei modi giovedì 15 gennaio 2026. La studentessa di 22 anni, scomparsa la sera del 6 gennaio da Padova, è stata trovata senza vita in un casolare sui Colli Euganei, nella zona di Teolo. Il suo corpo era impiccato a un albero, a breve distanza dal punto in cui giorni prima era stata recuperata la sua bicicletta viola.
Tutto è iniziato il 6 gennaio, nel tardo pomeriggio. Annabella si è allontanata dalla casa dove viveva con i genitori, in zona Ospedali a Padova, verso le 20. Da lì ha percorso circa 30 chilometri in bicicletta, attraversando Selvazzano Dentro fino ad arrivare ai piedi dei Colli Euganei. Le telecamere di sorveglianza l’hanno ripresa per l’ultima volta poco dopo le 23 a Villa di Teolo: indossava un giubbotto nero con cappuccio, un cappello di lana scuro, jeans e uno zainetto mentre pedalava nel buio.
Durante il viaggio notturno, la giovane ha fatto due fermate che continuano a interrogare gli investigatori. Prima tappa alla pizzeria “Dove Come Quando”, dove ha comprato due pizze Margherita. Poi si è fermata al ristorante “La Pepita” di Treponti per prendere una bottiglietta d’acqua e una Coca Cola. I cartoni delle pizze sono stati ritrovati vicino alla bicicletta, parcheggiata con il lucchetto a circa venti chilometri da casa. Il fatto che avesse ordinato due pizze ha portato gli investigatori a ipotizzare un possibile incontro con qualcuno, ma al momento dalle indagini non emerge la presenza di altre persone.
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Prima di sparire definitivamente, Annabella è stata vista da una studentessa diciannovenne, considerata l’ultima testimone. La ragazza stava tornando in auto verso Teolo quando, tra le 23:15 e le 23:30, ha notato una giovane a piedi lungo la strada che sale da Villa di Teolo, un tratto isolato e poco illuminato. Dopo il primo tornante l’ha vista spingere una bicicletta, con un giaccone scuro e uno zaino piccolo. Si è fermata e le ha offerto aiuto più volte, ma Annabella ha sempre rifiutato e ha proseguito da sola. Dopo quell’incontro, nessuno l’ha più vista viva.
Le operazioni di ricerca sono scattate subito dopo la denuncia. Per nove giorni, vigili del fuoco, carabinieri, droni, cani molecolari, elicotteri e squadre di volontari hanno setacciato la zona dei Colli Euganei dall’alba al tramonto. La bicicletta viola era stata recuperata nei giorni successivi alla scomparsa in una strada di Teolo, rappresentando il primo indizio concreto sul possibile percorso della studentessa.
A complicare le ricerche è stato il comportamento del suo smartphone, rimasto acceso fino alla sera successiva alla scomparsa. Questo ha reso impossibile una localizzazione precisa del dispositivo, rallentando le operazioni e ampliando l’area da perlustrare.
All’inizio della settimana, la procura di Padova aveva aperto un fascicolo per sequestro di persona a carico di ignoti, una mossa procedurale per consentire agli inquirenti maggiore libertà d’azione durante le indagini. Mercoledì 14 gennaio, i carabinieri e la procura avevano diffuso gli ultimi fotogrammi che ritraevano Annalisa in vita, sperando di raccogliere nuove testimonianze.
Il corpo è stato notato da un passante nel pomeriggio di oggi, impiccato a pochi passi dal palo dove era stata appoggiata la sua bicicletta. Sul luogo del ritrovamento è intervenuto il procuratore della Repubblica di Padova per coordinare i rilievi. Gli accertamenti proseguiranno almeno fino all’autopsia per chiarire se la giovane abbia incontrato altre persone prima di morire e per ricostruire con precisione le sue ultime ore di vita.
Pur considerando le modalità del ritrovamento come indicazione di un gesto estremo, le indagini continuano per fare luce sui contorni di questa tragica vicenda e comprendere le ragioni che hanno spinto Annalisa a intraprendere quel lungo viaggio notturno in bicicletta fino ai Colli Euganei.
