Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha scritto una lettera al primo ministro norvegese Jonas Gahr Stoere in cui ammette apertamente che le sue rivendicazioni sulla Groenlandia sono legate al fatto di non aver ricevuto il Premio Nobel per la pace lo scorso anno. Premio andato a Maria Corina Machado, leader dell’opposizione venezuelana che, consegnandolo al Capo della Casa Bianca, in segno di ringraziamento per la cattura di Maduro, ha scatenato una crisi con il comitato del Nobel. Secondo cui un premio vinto non può in alcun caso essere ceduto.
Nella comunicazione, riportata da Bloomberg e Reuters, Trump ha espresso il suo risentimento: considerando che la Norvegia ha deciso di non assegnargli il Nobel nonostante abbia “fermato 8 guerre e oltre”, non si sente più obbligato a pensare esclusivamente alla pace. Il presidente ha chiarito che, pur rimanendo la pace un obiettivo importante, ora può concentrarsi su ciò che ritiene giusto per gli Stati Uniti.
Trump ha poi attaccato duramente la Danimarca, sostenendo che il paese non sia in grado di proteggere la Groenlandia dalle minacce di Russia e Cina. Ha messo in discussione la sovranità danese sul territorio artico, affermando che non esistono documenti scritti a supporto e che la rivendicazione si basa solo sul fatto che “una barca è sbarcata lì centinaia di anni fa”. Il presidente ha aggiunto che anche navi americane sono approdate in quelle terre.

La lettera si conclude con una dichiarazione netta: il mondo non può essere sicuro senza il “controllo completo e totale” della Groenlandia da parte degli Stati Uniti. Secondo Nick Schifrin della PBS, che per primo ha rivelato la notizia, il documento è stato inoltrato dallo staff del Consiglio di Sicurezza Nazionale a diversi ambasciatori europei a Washington.
Lo scorso sabato Trump ha annunciato l’imposizione di tariffe del 10% su otto paesi europei che hanno recentemente inviato truppe in Groenlandia in risposta alle sue minacce. Danimarca, Norvegia, Svezia, Francia, Germania, Regno Unito, Paesi Bassi e Finlandia saranno colpiti da questi dazi a partire dal primo febbraio. Le tariffe copriranno tutte le esportazioni e saliranno al 25% a giugno, rimanendo in vigore finché gli Stati Uniti non prenderanno il controllo della Groenlandia.
I leader dell’Unione Europea si sono riuniti domenica per discutere possibili contromisure. Secondo quanto emerso, è stato preso in considerazione lo Strumento Anti-Coercizione, l’arma più potente nell’arsenale commerciale europeo, che potrebbe colpire le principali esportazioni di servizi americani, incluse le grandi aziende tecnologiche statunitensi. Il New York Times ha riferito che l’UE sta comunque cercando di privilegiare la negoziazione rispetto alla ritorsione immediata.
Il primo ministro Stoere ha risposto precisando che il governo norvegese non ha alcun ruolo nella selezione del vincitore del Nobel per la pace. Ha spiegato di aver già chiarito più volte a Trump che il premio viene assegnato da un comitato indipendente e non dall’esecutivo norvegese.



