Il 19 gennaio 2026 si è chiusa l’era di Valentino Garavani, scomparso a 93 anni nella sua residenza romana. La notizia, diffusa dalla sua Fondazione, ha innescato un’ondata di commozione nel mondo della moda e dello spettacolo. Celebrità che hanno indossato le sue creazioni, da Gwyneth Paltrow a Carla Bruni, hanno espresso il loro dolore. I funerali si terranno venerdì prossimo, quando migliaia di persone potranno rendergli omaggio.
Benché considerato un’icona assoluta del fashion system, Valentino aveva lasciato la direzione della sua casa di moda già nel 2012, quando il brand passò a investitori internazionali. Ma l’impero che ha costruito rimane un simbolo del lusso mondiale.
La storia della Maison Valentino, nata negli anni Sessanta per volontà dello stilista, è segnata da diversi cambi di proprietà. Il primo avvenne nel 1998, quando Valentino vendette il controllo ad Hdp per 500 miliardi di lire. Questo gruppo cedette successivamente l’azienda al gruppo Marzotto per 240 milioni di euro.
Nel 2007 arrivò una svolta importante: Marzotto vendette la maggioranza al fondo Permira per 5,3 miliardi di euro. Fu proprio in quell’anno che Valentino annunciò il suo ritiro dalla direzione creativa, chiudendo un capitolo della sua carriera.
Dal 2012, la Maison appartiene a Mayhoola for Investments, fondo del Qatar specializzato nel settore del lusso. Ma c’è un altro protagonista: nel 2023 il gruppo Kering ha acquisito il 30% del capitale per 1,7 miliardi di euro, diventando socio di minoranza con l’intenzione di rilevare il restante 70% in futuro.
Nonostante questi passaggi, il marchio continua a rappresentare l’eccellenza italiana nel mondo. I dati economici del 2024 mostrano ricavi di 1,31 miliardi di euro, con un calo del 2%, mentre gli utili sono scesi del 22% raggiungendo 246 milioni di euro. La Fondazione Valentino Garavani, invece, è sempre rimasta nelle mani del suo storico partner Giancarlo Giammetti.
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Al di là della Maison, il patrimonio personale di Valentino Garavani era stimato intorno a 1,5 miliardi di euro. Una cifra difficile da quantificare con precisione, ma che include proprietà immobiliari straordinarie e collezioni d’arte di valore inestimabile.
Tra le residenze più significative c’era la magnifica villa sull’Appia Antica a Roma, dove lo stilista ha vissuto per decenni. Sempre nella Capitale possedeva un superattico in via dei Condotti, a due passi dalla sede storica del suo atelier. Per le vacanze estive preferiva Capri, dove si trovava villa La Cercola, con il suo yacht T. M. Blue One da 47 metri ormeggiato nelle vicinanze.
Il suo portfolio immobiliare si estendeva ben oltre l’Italia: un palazzo ottocentesco a Holland Park a Londra ospitava cinque quadri di Pablo Picasso, mentre in Francia possedeva il castello di Widewille, circondato da un parco immenso. A New York aveva un attico su Park Avenue e per gli inverni si rifugiava nel suo chalet a Gstaad, in Svizzera.
Valentino Garavani lascia un’eredità che va oltre i numeri: ha trasformato il rosso in un codice culturale, ha vestito generazioni di donne portando l’eleganza italiana nel mondo. Il suo nome rimarrà sinonimo di bellezza senza tempo.



