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Home » Attualità » Hai una moto ferma in garage? Dovrai comunque pagarci l’assicurazione (ma ci sono eccezioni previste dal decreto)

Hai una moto ferma in garage? Dovrai comunque pagarci l’assicurazione (ma ci sono eccezioni previste dal decreto)

Le nuove norme sull'RC Auto obbligano ad assicurare anche le moto ferme in garage. Scopri tutte le eccezioni per i rottami e i veicoli storici.
RedazioneDi Redazione20 Gennaio 2026
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moto in un garage
moto in un garage (fonte: Unsplash)

 Il Governo ha dato il via libera a un provvedimento che recepisce le direttive comunitarie, riscrivendo i confini della responsabilità civile per i trasporti. Il testo, attualmente sotto la lente delle Camere, dissipa ogni incertezza per i centauri e gli automobilisti: la necessità di una polizza RC colpisce ora anche i veicoli parcheggiati stabilmente in aree chiuse, come box o autorimesse private.

Secondo le disposizioni europee entrate a regime nel 2024, il possesso di un mezzo implica la sua copertura, a prescindere dal fatto che venga acceso. Mentre in passato la legge imponeva l’assicurazione solo per circolare, oggi la tutela deve riguardare ogni veicolo registrato, pure se confinato al chiuso. L’Italia si allinea così ai parametri di sicurezza richiesti da Bruxelles.

Le nuove indicazioni ministeriali servono a perimetrare con precisione l’applicazione della norma, chiarendo quali siano le soglie per l’esenzione e proponendo strade alternative per i veicoli da collezione o quelli utilizzati solo in specifici periodi dell’anno.

una moto ferma
una moto ferma (fonte: Unsplash)

L’unico scenario che permette di evitare l’esborso assicurativo riguarda i mezzi diventati inservibili in modo permanente. Stando ai documenti dell’esecutivo Meloni, possono restare scoperti solo i veicoli ridotti a carcasse, privi di propulsore o di quegli organi che ne permettano materialmente il funzionamento.

Non basta però una piccola riparazione in sospeso per evitare la tassa. Se al veicolo mancano pezzi facilmente sostituibili, come una batteria o gli pneumatici, la polizza resta dovuta. In questo caso, infatti, la legge considera il mezzo “potenzialmente attivo”, obbligando il proprietario alla protezione assicurativa.

In definitiva, per non pagare, la moto deve essere strutturalmente danneggiata in modo irreversibile. Se per tornare a correre necessita solo di una manutenzione ordinaria o di pezzi reperibili, il fermo in garage non giustifica l’assenza di un contratto di responsabilità civile.

Il provvedimento riserva un capitolo a parte per il patrimonio storico, molto vasto nel nostro Paese. Nel 2025 si contano circa 310mila mezzi d’epoca certificati dalla Motorizzazione, con una fetta enorme rappresentata da oltre 90mila motociclette d’altri tempi.

Per queste icone del passato si potranno scegliere forme di tutela diverse dalla polizza standard. La norma introduce infatti una separazione tra il rischio statico, legato al semplice stazionamento del bene, e quello dinamico, che riguarda invece la marcia vera e propria sulle strade.

Questa distinzione apre la porta a coperture specifiche per i mezzi esposti in strutture museali o collezioni private aperte al pubblico. Non è ancora certo, però, se tale agevolazione potrà essere applicata anche ai mezzi storici che restano semplicemente parcheggiati nei garage dei privati cittadini.

Una delle novità più attese è la nascita di contratti di durata ridotta per i veicoli usati solo in certe stagioni. Se oggi vige la rigidità della polizza annuale (pur con la possibilità di sospensione), le nuove regole puntano a rendere il sistema più snello e adatto alle abitudini di chi guida.

Attraverso futuri decreti, si potranno varare polizze infra-annuali, eliminando le lungaggini burocratiche per chi vive la moto solo durante l’estate. È un vantaggio concreto per chi desidera pagare esclusivamente per il tempo in cui il mezzo viene effettivamente utilizzato, senza sprechi di risorse.

Il decreto cambia marcia anche per quanto riguarda il mondo delle corse e dei raduni sportivi. Gli enti organizzatori potranno optare per una copertura di responsabilità civile generica, superando le vecchie rigidità della RC auto tradizionale e facilitando così la gestione dei grandi eventi motoristici.

Viene inoltre potenziato il controllo dell’IVASS, che riprende in mano la gestione delle banche dati sui sinistri. L’ente potrà monitorare con più precisione le informazioni sugli attestati di rischio, definendo tempi di validità, durata delle osservazioni e modalità di accesso trasparente ai dati.

L’intento è elevare la fedeltà delle informazioni sulla guida sicura. Il Governo ha infine blindato l’operazione: tutte queste trasformazioni dovranno avvenire senza pesare sulle casse dello Stato, sfruttando esclusivamente i fondi e il personale già in dotazione ai ministeri e alle autorità.

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