La vicenda del femminicidio di Federica Torzullo ad Anguillara Sabazia, provincia di Roma, si arricchisce di un ulteriore drammatico capitolo. Pasquale Carlomagno, 69 anni, e Maria Messenio, genitori di Claudio Carlomagno accusato dell’omicidio della moglie, sono stati trovati morti nella loro villetta di via Tevere. I carabinieri hanno rinvenuto i corpi dei due coniugi impiccati. Al momento gli investigatori stanno verificando l’ipotesi del suicidio.
Pasquale Carlomagno era titolare di un’azienda di smaltimento terra in cui il figlio ricopriva il ruolo di socio di minoranza e contabile. Proprio nei terreni aziendali la scorsa domenica era stato ritrovato il cadavere della donna. Maria Messenio, poliziotta in pensione, aveva rassegnato le dimissioni martedì scorso da assessora alla Sicurezza del Comune di Anguillara Sabazia, dopo aver ricevuto minacce di morte sui social network nei giorni successivi al fermo del figlio.
Nei giorni scorsi i due erano stati convocati per essere riascoltati dagli inquirenti. I carabinieri del Nucleo Investigativo di Ostia volevano chiarire alcuni punti cruciali, in particolare la presenza del padre Pasquale davanti all’abitazione del figlio la mattina del delitto. L’uomo era stato ripreso dalle telecamere mentre sostava nei pressi della casa tra le 7:08 e le 7:17 del 9 gennaio, proprio nei momenti immediatamente precedenti al crimine. Inizialmente Pasquale Carlomagno aveva fornito agli investigatori una ricostruzione errata degli spostamenti del figlio, ripetendo quanto gli era stato raccontato da Claudio, che avrebbe cercato di costruirsi un alibi coinvolgendo il padre a sua insaputa.

Claudio Carlomagno, che ha ammesso le proprie responsabilità, si trova nel carcere di Civitavecchia da domenica scorsa. L’autopsia ha rivelato un quadro drammatico: 23 coltellate, di cui 19 tra collo e volto. Le ferite al collo sono risultate letali. Sul corpo sono state riscontrate anche ustioni su viso, braccia e torace, mentre la gamba sinistra era stata amputata. Secondo i medici legali, questi interventi sarebbero stati compiuti quando la donna era già morta. Sono state inoltre trovate quattro ferite profonde sulle mani, segno che Federica aveva tentato di difendersi.
Le tracce di sangue sono state repertate in diversi luoghi: nell’abitazione dei coniugi, sugli abiti da lavoro di Carlomagno, nella sua auto, su un badile e su un mezzo meccanico dell’azienda. La coppia era in fase di separazione e Federica aveva iniziato una nuova relazione da circa un anno con un uomo delle Marche. È stato proprio il nuovo compagno a dare l’allarme il 9 gennaio, quando la donna non ha risposto alla consueta telefonata del mattino.
Gli investigatori stanno ancora cercando l’arma del delitto, un coltello a doppio taglio che secondo Carlomagno sarebbe stato gettato in un canale della zona. Le ricerche vengono condotte dai nuclei subacquei dei carabinieri. Un elemento che sta allarmando gli inquirenti riguarda la presenza di una persona non identificata nell’abitazione il pomeriggio del giorno del delitto, alle 14.17, insieme a Carlomagno. La Procura sta verificando se questa persona possa aver contribuito alla pulizia delle tracce e all’occultamento delle prove.



