Le Olimpiadi invernali di Milano-Cortina 2026, che si terranno dal 6 febbraio al 15 marzo, finiscono al centro di una controversia internazionale. La questione riguarda la possibile presenza sul territorio italiano di agenti dell’ICE (Immigration and Customs Enforcement), l’agenzia statunitense che si occupa di immigrazione e che nelle ultime settimane è finita sotto accusa per diversi episodi violenti, come l’uccisione, rispettivamente il 7 e 24 gennaio, di Renee Good e Alex Pretti, e l’arresto di diversi bambini, utilizzati come esca per prelevare i genitori.
Tutto nasce da un’indiscrezione de Il Fatto Quotidiano, secondo cui alcuni agenti dell’ICE farebbero parte del team americano incaricato di proteggere atleti e visitatori statunitensi durante i Giochi. La notizia ha subito scatenato reazioni molto dure.
Il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi ha risposto seccamente: nessun agente ICE è presente in Italia né lo sarà durante le Olimpiadi. Parlando a margine di un evento della Lega, il ministro ha spiegato che l’ICE non opera sul territorio nazionale e non può svolgere attività di polizia, tantomeno nel campo dell’immigrazione. La delegazione americana potrà avere personale di sicurezza scelto autonomamente, ma con compiti limitati alla protezione passiva degli atleti, senza alcun potere operativo.
Piantedosi è stato categorico: ogni attività di polizia in Italia è gestita esclusivamente dalle autorità italiane, prefetture e questure in testa. Nessun operatore straniero può condurre operazioni sul nostro territorio.

La versione americana, però, contraddice quella italiana. Un portavoce dell’ICE ha dichiarato al Fatto Quotidiano che gli agenti dell’Homeland Security Investigations (HSI, una divisione dell’ICE) supporteranno effettivamente il servizio di sicurezza diplomatica durante le Olimpiadi e Paralimpiadi di Milano. L’agenzia ha ricordato di avere oltre 90 uffici in più di 50 paesi, incluso un piccolo ufficio a Roma presso l’ambasciata americana, e di collaborare regolarmente con le forze dell’ordine locali contro minacce transnazionali.
Secondo fonti americane, la composizione del team di sicurezza non sarebbe stata comunicata ufficialmente alle autorità italiane, un dettaglio che complica ulteriormente la situazione.
Non è la prima volta che l’ICE partecipa alla sicurezza di grandi eventi sportivi internazionali. Documenti diplomatici rivelati da Wikileaks mostrano che nel 2006, durante i Mondiali di calcio in Germania, funzionari dell’agenzia lavoravano nei centri operativi tedeschi per garantire la sicurezza dell’evento.
L’agenzia, creata nel 2003 dopo l’11 settembre all’interno del Department of Homeland Security voluto dall’amministrazione Bush, ha sempre avuto un ruolo attivo nella protezione di cittadini americani all’estero durante eventi di massa.



