Roberto Vannacci ha chiuso definitivamente con la Lega e ha lanciato il suo progetto politico autonomo: Futuro Nazionale. L’ex generale ha diffuso sui social il manifesto del nuovo movimento, un testo che traccia confini netti e promette una destra più radicale rispetto a quella attuale.
“La mia destra non è moderata: nessun pugile vince tirando ganci moderati”, scrive Vannacci nell’incipit. Il messaggio è chiaro: il suo movimento si fonda su identità nazionale, immigrazione (e remigrazione) e valori tradizionali. Secondo lui, l’Italia attraversa una crisi profonda e ha bisogno di una leadership che non si nasconda dietro mezze misure.

Il fondatore di Futuro Nazionale definisce il suo progetto “vero, identitario, puro e contagioso”, presentandosi come alternativa a una politica che considera troppo timida. La sua ambizione è intercettare gli elettori più conservatori del centrodestra, quelli che cercano risposte decise su temi come sicurezza e difesa dell’identità italiana.
Il documento si sviluppa attraverso concetti legati alle lettere dell’alfabeto. Emergono alcuni temi fondamentali che definiscono la visione politica di Vannacci.
Identità e confini. L’Italia viene descritta come una nazione unica, con confini da proteggere e un’eredità storica da preservare. Il manifesto richiama l’Impero Romano, il cristianesimo e la filosofia greco-romana come radici irrinunciabili della civiltà italiana.
Gerarchia dei valori. Secondo Futuro Nazionale, prima viene l’Italia, poi lo Stato e le istituzioni, infine il diritto. Questa impostazione subordina le regole democratiche all’interesse nazionale interpretato dal movimento, sollevando interrogativi sul rapporto tra diritti individuali e priorità collettive.
Immigrazione e remigrazione. Il manifesto sostiene che l’immigrazione di massa mina la coesione sociale e “sgretola” l’identità del paese. Da qui la proposta della remigrazione: chi non si integra completamente nei valori italiani dovrebbe essere respinto o allontanato. “Le nostre tradizioni non sono negoziabili”, si legge nel testo.
Famiglia tradizionale. Vannacci rivendica una visione biologica della famiglia: serve un uomo e una donna per crescere i figli. Ogni modello diverso viene respinto come inadeguato o contro natura.
Legittima difesa assoluta. Sul tema della sicurezza personale, il manifesto è categorico: “Se violi la mia casa o mi aggredisci per la strada rischi la vita. La difesa è sempre legittima”. Una posizione che amplia notevolmente i margini della legittima difesa rispetto alla legislazione attuale.
Meritocrazia contro mediocrità. Vannacci critica un paese che “appiattisce tutto verso il basso” e “monetizza la cittadinanza”, chiedendo invece eccellenza e competizione. Secondo lui, confondere uguaglianza con mediocrità condanna l’Italia al declino.
Il manifesto chiude con una distinzione netta: lavorare in Italia non rende italiani. La cittadinanza non si acquisisce, si eredita. Chi non condivide valori, ideali e sentimenti della comunità nazionale non può essere considerato parte del popolo italiano, anche se vive e lavora nel paese da anni.
Con queste posizioni, Futuro Nazionale si colloca nell’area della destra radicale europea, quella che viene definita “sangue e suolo” per il richiamo costante a identità etnica e territorio. Il movimento si pone in competizione diretta con la Lega e con gli altri partiti della coalizione di governo per conquistare l’elettorato più conservatore.
La rottura con Salvini, pur accompagnata da dichiarazioni di stima personale, rappresenta una sfida politica senza filtri. Vannacci vuole dimostrare che esiste spazio per una destra più dura, meno disposta al compromesso, capace di parlare a chi si sente tradito dalle promesse non mantenute.
Resta da capire quanto questo progetto troverà seguito tra gli elettori e se riuscirà davvero a spostare gli equilibri dentro la coalizione di centrodestra. Soprattutto, resta da capire se questo tipo di movimento politico resterà “immune” dalle derive autoritarie che hanno segnato la storia italiana. Non è la prima volta che Vannacci evoca simboli storici legati al fascismo. Durante la campagna elettorale per le europee del 2024, invitò i suoi sostenitori a fare “una Decima” sulla scheda, incrociando le dita a forma di X. Il riferimento era alla Decima Flottiglia MAS (o X MAS), un’unità militare italiana nata durante il fascismo.
Dopo l’armistizio dell’8 settembre 1943, parte di questa flottiglia, comandata da Junio Valerio Borghese, scelse di schierarsi con i nazisti combattendo per la Repubblica Sociale di Salò. Gli uomini della X MAS si macchiarono di rastrellamenti, torture ed esecuzioni contro i partigiani e i civili. Vannacci ha sempre sostenuto di riferirsi alla Decima prima dell’armistizio, quando operava per la Regia Marina, ma questa distinzione non ha convinto molti storici e osservatori politici che vedono nella scelta simbolica un chiaro strizzare d’occhio all’estrema destra nostalgica.



