Molti di noi sono convinti che il declino fisico sia un problema lontano, relegato alla “terza età”. Tuttavia, una recente ricerca svedese del Karolinska Institute ha gettato una luce diversa sulla nostra parabola biologica: il cronometro della nostra massima efficienza inizia a rallentare molto prima di quanto vorremmo ammettere, precisamente intorno ai 35 anni.
Questo studio è particolarmente prezioso perché è di tipo longitudinale: i ricercatori hanno seguito centinaia di persone comuni (non atleti professionisti) per ben cinquant’anni, monitorandole dai 16 ai 63 anni. I risultati mostrano che, indipendentemente dal sesso e dal livello di allenamento, la nostra forza e la resistenza toccano l’apice tra i 26 e i 36 anni, per poi iniziare una discesa inesorabile.

Invecchiare comporta una naturale perdita di massa muscolare scheletrica, la cosiddetta sarcopenia. Sebbene questo diventi evidente superati i 60 anni, i meccanismi biologici del declino si attivano decenni prima.
Per quanto riguarda resistenza e aerobica, il picco si registra intorno ai 30 anni. Dopo i 35, le prestazioni calano inizialmente dello 0,5% annuo, per poi accelerare drasticamente fino a una perdita del 2,5% ogni dodici mesi in età avanzata. Parlando di potenza muscolare, invece, c’è una piccola differenza di genere. Gli uomini toccano il massimo a 27 anni, mentre le donne tendono a raggiungere il picco già a 19 anni.
Se la notizia del picco a 35 anni può sembrare scoraggiante, lo studio offre una soluzione concreta. Anche se non possiamo spostare in avanti il momento del nostro massimo splendore fisico, abbiamo il potere di decidere quanto velocemente scendere la china.
L’esercizio regolare agisce come un freno al declino. Chi è stato attivo fin dall’adolescenza mantiene livelli di forza e potenza decisamente superiori per tutta la vita. Ma c’è speranza per tutti: i partecipanti che hanno iniziato a fare sport solo in età adulta hanno comunque ottenuto un incremento del 10% della loro capacità fisica rispetto ai sedentari.
La coordinatrice della ricerca, Maria Westerståhl, è stata categorica: non è mai troppo tardi per iniziare. L’attività fisica non può fermare il tempo, ma può trasformare il modo in cui invecchiamo, garantendoci autonomia e mobilità molto più a lungo. Il segreto non è cercare di restare eternamente trentenni, ma costruire oggi la “riserva” di forza che ci servirà domani.



